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Arachidi

Arachidi? Ingrediente prezioso trascurato dalla pasticceria

Arachidi

Il nome di George Washington Carver, a molti non dice nulla, ma senza il suo ingegno le arachidi non avrebbero avuto il successo che hanno avuto o probabilmente lo avrebbero avuto molto successivamente.

Il nostro nasce nel 1864 come schiavo nel Sudamerica, dopo diverse peripezie e avventure diviene ricercatore botanico e chimico nel 1903 presso l’Istituto Tuskegee in Alabama dove promosse la coltivazione delle arachidi come rotazione delle colture di cotone. Visto il successo di questi suoi suggerimenti ben presto i contadini si trovarono con un forte esubero di noccioline americane, utilizzate a quel tempo solo per uso animale.

Qui, il secondo colpo di genio: George Carver studiò il modo di trasformarle inventando molteplici prodotti derivati dall’arachide. Da questo momento in poi da quelli di stampo caseario (latte, formaggio, burro) all’olio a cosmetici e vernici, siamo arrivati a raggiungere il traguardo degli oltre trecento prodotti oggi di uso comune.

Però, occorre una precisazione: le arachidi non appartengono al mondo della frutta secca, ma stranamente a quello delle leguminose, come ceci, lenticchie, fagioli, piselli e via dicendo. Per essere pignoli le noccioline sono il frutto di una pianta erbacea ipogea appartenente alla famiglia delle Fabacee, cresce nel sottosuolo dove i fiori fecondati allungandosi affondano nella terra rimanendovi fino alla maturazione dei semi racchiusi in un baccello. Le arachidi sono originarie del Sudamerica tanto che in Perù furono ritrovati vasi di arachidi nelle tombe risalenti al 750 a. C., oggi sono tanti i Paesi che le coltivano dalla Cina, all’India, all’Africa, agli Stati Uniti, anche se per molti in Israele si coltiva la varietà più pregiata.

In Europa sono state importate dai primi esploratori di ritorno dalle Americhe tanto che in un primo tempo gli agricoltori le utilizzavano come alimentazione animale. In Italia le arachidi oltre al classico nome noccioline americane sono chiamate bagigi, pistacchio di terra, cacaoetti o spagnolette, furono coltivate per la prima volta nel 1870 a Valenza, in provincia di Alessandria, che ha fatto da apripista alla sua diffusione. Essendo una pianta di origine tropicale amante del clima caldo, trova terreno fertile in alcune regioni: nel Nord in Lombardia e Veneto, nel Centro in Toscana, al Sud in Campania e Sicilia.

L’arachide può essere consumata fresca o torrefatta ed è ricchissima di sostanze grasse che danno origine, come abbiamo visto, a prodotti importanti come l’olio  o il famoso burro d’arachide immancabile nelle colazioni a Stelle & Strisce. Meno apprezzata invece nell’alta pasticceria che non ha mai visto di buon occhio questo prodotto puntando preferibilmente sulla frutta secca.

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