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Carlotta Perilli

Carlotta Perilli: anche in sala avviene la magia

Carlotta Perilli

Per il nuovo appuntamento di Gueridon e dintorni, facciamo due chiacchiere con Carlotta Perilli, Restaurant Manager di [bu:r] di Eugenio Boer.

Intervista a Carlotta Perilli

Cara Carlotta, come hai iniziato questa professione e perché?

Per due motivi, direi: per amore e per fortuna. Anche se non credo molto al caso, penso che sia stato il risultato di una combinazione di eventi che non avevo previsto.

Il tuo bilancio di questi 6 anni di carriera qual è?

È un bilancio positivo, composto da molteplici esperienze. Mi piace considerarmi una scoperta di mio marito Eugenio, che ha visto in me un talento che non sapevo di possedere. Con gli anni, studiando e lavorando duramente, sto migliorando giorno dopo giorno. Questi 6 anni sono stati ricchi di soddisfazioni, qualche delusione e molte opportunità di crescita. Lavorare nella ristorazione è come vivere una storia d’amore con la propria Maison; sembra assurdo, lo so, ma le sensazioni che provi sono le stesse. Sono orgogliosa del mio percorso e inizio a lasciare alle spalle il mio passato come donna della comunicazione e della moda.

Hai degli aneddoti, curiosità, episodi che ti piacerebbe condividere con noi?

Accolgo un uomo di circa settant’anni che entra nel ristorante con uno sguardo severo e il suo cappello in testa. Prima di iniziare il pasto, racconto al cliente qualcosa della storia del ristorante. Mi chiede di portargli un bicchiere di Champagne freddo e esprime la speranza che il cibo non sia deludente come in altri ristoranti fine dining.

Durante il pasto, riesco a creare un’atmosfera più rilassata e positiva con lui. Verso la fine, l’uomo si scusa con me per il suo atteggiamento brusco e maleducato. Ammette che la mia gentilezza ha cambiato la sua percezione della giornata e ha reso l’esperienza piacevole. Rispondo dicendo che tutti hanno giornate difficili e che come buona padrona di casa cerco sempre di fare la magia.

Carlotta,hai un ricordo di un grande uomo o una grande donna di sala che ti ha impressionato?

Ci sono molti uomini e donne di sala che potrei citare, ma per me la donna più elegante e che mi ha colpito di più è Mariella Organi de “La Madonnina del Pescatore”. Da grande, vorrei essere come lei. È l’epitome della padrona di sala con modi gentili e un’anima forte, competente e capace.

La domanda più curiosa, pertinente e intrigante che ti ha fatto un cliente? E cosa gli hai risposto?

La domanda più frequente è: “Come hai imparato tutto questo senza avere esperienza precedente nella ristorazione? Sembra che lo fai da una vita!”

Certo, non mi sento arrivata e credo che ci sia sempre tanto da imparare e migliorare. Per fare questo lavoro, è essenziale avere competenze innate, come l’empatia, che non si possono imparare ma solo coltivare nel tempo. Parto dal desiderio di ristorare le persone, di servirle e di renderle felici, capendo i loro modi e tempi. Trovo che la sala sia un lavoro meraviglioso, spesso sottovalutato, ma in grado di creare magia, proprio come accade in cucina.

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