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Daniela Piscini

Daniela Piscini: il Maestro si è inginocchiato e noi con lui

Daniela Piscini

Per il nuovo appuntamento di Gueridon e dintorni, facciamo due chiacchiere con Daniela Piscini, direttrice di sala e proprietaria del ristorante Miramonti l’Altro, di Concesio.

Intervista a Daniela Piscini

Cara Daniela, come hai iniziato questa professione e perché?

Arrivo da una tradizione di famiglia data dai miei genitori che hanno gestito il Ristorante Miramonti di Caino per circa 40 anni. Mio fratello Mauro seguendo la tradizione ha aperto un ristorante di nuova concezione nel 1981 e mi è sembrato così naturale partecipare al suo progetto. Ci siamo occupati insieme del lavoro di sala con un senso di accoglienza e disponibilità nei confronti dei nostri clienti.

Queste relazioni interpersonali mi hanno coinvolto, man mano a una precisa disciplina fatta di organizzazione della sala, gestione del personale e un primo approccio al mondo del vino che ho trovato appassionante e coinvolgente. È stato l’inizio di un interessamento e un approfondimento che ha, poi, suscitato in me grande interesse e addirittura passione e ricerca. 

Il tuo bilancio di questi 20 anni di carriera qual è?

È stato un lavoro di grande soddisfazione da un punto di vista umano e professionale confortato dal consenso della clientela che in tutti questi anni ha frequentato il ristorante, e da una critica gastronomica generosa e che mi ha consentito di essere premiata come miglior maître di sala dalla Guida dell’Espresso del 2020.

Hai degli aneddoti, curiosità o episodi che ti piacerebbe condividere con noi?

Una serie di situazioni curiose mi hanno accompagnato in tutti questi anni, ma ho un ricordo vivo di una serata durante la quale abbiamo avuto come ospite Gino Veronelli che si è inginocchiato per terra davanti a noi riconoscendoci un’eccellenza di cucina e ospitalità. Estremamente lusingati, ma allo stesso tempo emozionati e sorpresi ci siamo appoggiati su di lui e ci ha, così, trascinato tutti quanti per terra in mezzo alla sala gremita di altri clienti.

Adesso ti chiediamo un ricordo di un grande uomo o una grande donna di sala che ti ha impressionato, nel tuo lungo girovagare per ristoranti, e perché ti ha impressionato.

Ho un ricordo straordinario di due persone di sala dalle quali ho tratto ispirazione. La prima è Eric Bomar al tempo sommelier del ristorante Georges V di Parigi e la seconda dalla straordinaria capacità di padrona di casa di Livia Iaccarino al ristorante Don Alfonso.

La domanda più curiosa, pertinente e intrigante che ti ha fatto un cliente ? e cosa gli hai risposto ?

Tempo fa un cliente mi chiese: “Perché i ristoratori lavorano così tanto?”. E risposi: “Perché è necessario”. Ma, in effetti, in quel periodo della nostra vita tutto il nostro mondo girava intorno alla ristorazione con un innumerevole numero di ore giornaliere per se giorni la settimana e il settimo giorno era dedicato alla ricerca e sviluppo del nostro lavoro.

Oggi, ci penso e mi chiedo se la perdita del senso della priorità fosse esattamente la scelta giusta, ma non ho ancora la risposta. Fortunatamente, con un’organizzazione più solida e con la chiusura di due giorni settimanali la situazione è migliorata e ci ha permesso di lasciarci un po’ di spazio in più per la nostra vita privata.

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