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Fabio Vullo

Fabio Vullo, viaggio di andata e ritorno

Fabio Vullo

Per il nuovo appuntamento di Gueridon e dintorni, facciamo due chiacchiere con Fabio Vullo, restaurant manager di Splendido Mare, Belmond Hotel.

Intervista a Fabio Vullo

Caro Fabio, come hai iniziato questa professione e perché?

Mia mamma lavorava nella cucina di un ristorante. Già da bambino mi appassionavano molto i suoi racconti: più la ascoltavo, più ero curioso di capire le dinamiche interne, il “dietro le quinte”, di un ristorante. Questo, unito alla passione crescente per il buon cibo, mi ha portato a presentarmi all’età di 15 anni in un ristorante dove conoscevano mio papà, chiedendo di poter lavorare nei fine settimana, dopo la scuola. Da lì, ho iniziato a cercare i ristoranti più importanti dove poter far esperienza e crescere.

Il tuo bilancio di questi 20 anni di carriera qual è?

Sicuramente sono stati anni di sacrifici, sono stato spesso lontano dalla mia famiglia. Mentre i miei amici si divertivano e si svagavano, io restavo concentrato sulle mie ambizioni professionali. Sono, però, stati anni pieni di stimoli, di nuove esperienze e sfide, che con costanza e determinazione si sono tramutate in grandi soddisfazioni, sia professionali che di crescita personale.

Hai degli aneddoti, Fabio, curiosità, episodi che ti piacerebbe condividere con noi?

Sicuramente l’apertura nel 2021 del DaV Mare, presso lo Splendido Mare, con la collaborazione della famiglia Cerea e del gruppo Belmond. È stata una grande sfida, che si rinnova ormai per la quarta stagione.

Adesso ti chiediamo il ricordo di un grande uomo o una grande donna di sala che ti ha impressionato, nel tuo lungo girovagare per ristoranti, e perché ti ha impressionato?

Mi viene in mente Francesco Mussinelli, conosciuto in qualità di Food & Beverage Manager presso un’importante struttura, dove ho lavorato all’inizio della mia carriera. Ci incontrammo per un colloquio a Firenze: ricordo come se fosse ieri la sua eleganza e la sua professionalità. Ovviamente, non avevo visto ancora nulla del suo grande bagaglio culturale e professionale, tanto che ogni briefing e chiacchierata, sulla ristorazione e non, si traducevano sempre in grandi insegnamenti.

La domanda più curiosa, pertinente e intrigante che ti ha fatto un cliente? E cosa gli hai risposto?

Avevo 20 anni e mi trovavo in Svizzera per la stagione invernale. Mentre ero in turno per effettuare il set-up pomeridiano del ristorante, ricordo questo cliente distinto, che si avvicinò e mi chiese come poter organizzare un viaggio di andata e di ritorno immediato per Parigi, per poter andare dal suo fornitore di fiducia ad acquistare grandi vini francesi, per un’occasione speciale.

La richiesta mi apparve piuttosto particolare, quindi avvisai subito i miei responsabili, che riuscirono a organizzare in breve tempo una degustazione di rare etichette nella cantina privata di una importante personalità locale, evitando così il costoso viaggio verso Parigi. 

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