scarica l'APP gratuita

Cerca
Francesco Palumbo

Francesco Palumbo, le emozionanti domande dei bimbi gourmet

Francesco Palumbo

Per il nuovo appuntamento di Gueridon e dintorni, facciamo due chiacchiere con Francesco Palumbo, direttore di sala del Sant’Uffizio a Cioccaro, Asti.

Intervista a Francesco Palumbo

Caro Francesco, come hai iniziato questa professione e perché?

Decisi di diventare cameriere alla fine della 5° elementare, ero in vacanza da una zia vicino a Gaeta e un mio cugino lavorava in un villaggio turistico come cameriere, ogni giorno mi raccontava delle sue avventure a lavoro e fuori, e rimasi ammaliato da quel mondo. Tanto da iscrivermi all’Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano. Nel 1996, ho svolto la prima esperienza stellata da Claudio Sadler e da lì non ho mai più smesso di essere un uomo di sala. Ho iniziato, così, a cercare i ristoranti più importanti dove poter far esperienza e crescere.

Il tuo bilancio di questi 28 anni di carriera qual è?

A marzo è appunto iniziato il mio 28esimo anno di lavoro, è un mestiere incredibile che mi ha portato a scoprire le persone e il mondo. Ho conosciuto personaggi che hanno fatto e tutt’ora fanno la storia della ristorazione italiana. Molti sono anche i personaggi illustri che ho avuto la fortuna di servire e anche da loro c’è sempre da apprendere. Rifarei il 98% di tutto quello fatto fino ad oggi senza alcun dubbio. Amo il mio lavoro.

Francesco, hai degli aneddoti, curiosità, episodi che ti piacerebbe condividere con noi?

Sono due gli aneddoti che mi sono rimasti impressi. Uno riguarda un cameriere che al suo secondo giorno di lavoro a Milano mostrò molto felice la sua nuova divisa dicendo che non vedeva l’ora di indossarla, peccato che dopo quel pranzo nessuno lo vide più nel ristorante. La seconda riguarda un cliente che sembrava molto sofisticato e preparato, ma all’arrivo della ciotola lavadita la prese con due mani e la bevve tutta in un sol sorso ingoiando anche i petali di rose messi a decorazione, fu molto divertente.

Adesso ti chiediamo un ricordo di un grande uomo o una grande donna di sala che ti ha impressionato, nel tuo lungo girovagare per ristoranti, e perché ti ha impressionato?

Oreste Corradi è uno degli uomini di sala più belli da vedere in assoluto. L’ho conosciuto da cliente alla Locanda vecchia Pavia, ristorante splendido che gestiva con la moglie. Lo vidi gestire un “caso” di un cliente che si stava rivolgendo a lui in maniera molto sgraziata e maleducata con una classe ed eleganza incredibili, il cliente ricordo che dopo un po’ cambiò atteggiamento e se ne andò soddisfatto e felice. Fu una scena incredibile. Sono tanti i professionisti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare e che hanno lasciato un segno indelebile nel mio percorso professionale e di vita come: Savio Bina, Davide Ostorero, Alessandro Troccoli, Enrico Baronetto e Davide Macaluso.

La domanda più curiosa, pertinente e intrigante che ti ha fatto un cliente? E cosa gli hai risposto?

Mentre sfilettavo un rombo in Crosta da Cracco, un bambino di circa 9 anni si alzo e mi si avvicinò facendomi mille domande tecniche sulla cottura del pesce e sulla modalità di servizio, fu molto bello vedere la passione di quel bambino così giovane per la cucina. 

LEGGI ANCHE: Giuseppe Glielmo, esperienze e incontri memorabili.

ULTIME NOTIZIE

Ultime Pillole

ISCRIVITI ALLA
NEWSLETTER

In arrivo notizie, curiosità e approfondimenti del mondo enogastronomico.

SCOPRI
LE NOSTRE GUIDE

Scarica l’app Le Guide de L’Espresso per avere tutto il mondo enogastronomico a portata di mano e scoprire i luoghi da non perdere attorno a te. 

Cerca