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Fratelli la Bufala

20 anni di innovazione e tradizione di Fratelli La Bufala, dalle origini alla coltivazione del basilico in idroponica

Fratelli la Bufala

Tradizione familiare, identità cilentana e sostenibilità ambientale: sono questi i valori che caratterizzano l’operato del gruppo Fratelli La Bufala da circa 20 anni. Il sogno, quello americano, di Geppy Marotta che oggi conta su una squadra tutta al femminile e su una diversificazione di progetti di stampo sociale e innovativi che mirano a rivoluzionare il concetto di made in Naples.

Alla conquista del mondo: le origini di Fratelli La Bufala

Quello americano è un sogno che da decenni affascina milioni di persone in tutto il mondo. Una promessa di riscatto, e a volte anche un rischio, che porta con sé valori quali il coraggio e la determinazione di costruire le basi per un futuro migliore. Gli stessi valori che portarono Geppy Marotta nel 1993 ad aprire a Santa Monica la prima pizzeria napoletana.

Un successo che dieci anni più tardi si trasformò nel desiderio comune alla famiglia di diffondere con Fratelli La Bufala la cultura gastronomica partenopea non soltanto in America, ma in giro per l’Italia e nel resto del mondo. Una cultura intrisa di colori, profumi e sapori mediterranei che conducono ancora oggi milioni di turisti dritti al cuore della tradizione italiana.

A prendere le redini dell’azienda, dopo la scomparsa di Geppy nel 2014, è stata sua moglie Lelia Castellano, architetto e designer di ogni sede del gruppo: «In questi vent’anni la nostra azienda ha saputo non solo valorizzare un prodotto eccellente come la pizza – racconta Francesca Marotta, figlia di Geppy e marketing executive di Fratelli La Bufala –, ma anche cambiare i parametri di un settore, quello del mondo pizza, attraverso le direttrici dell’impegno sociale e dell’eco-compatibilità. La nostra azione mira a riqualificare i territori su cui insistiamo, in primis quello di Napoli, e a dare un’opportunità a giovani ragazzi che altrimenti potrebbero prendere strade senza futuro. Non solo sua maestà la pizza napoletana, insomma, vogliamo essere anche portatori di sani principi».

Sostenibilità ambientale: il basilico Napoletano in idroponica

Nel corso del tempo, Fratelli La Bufala ha confermato il suo impegno e sostegno verso un’azienda che coltiva basilico Napoletano in idroponica e acquaponica, una tecnica agricola basata sulla sinergia e combinazione simbiotica di acquacoltura e idroponica. I vantaggi di questa coltura sarebbero diversi: un risparmio idrico del 95% rispetto all’agricoltura tradizionale, un minor sfruttamento del suolo utilizzando la verticalità, oltre che al minor uso di pesticidi e fertilizzanti.

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La varietà di basilico lattuga, detto Napoletano, garantisce una migliore resistenza del basilico comune allo shock termico di una pizza appena sfornata. Il progetto mira soprattutto a un rilancio dell’immagine di un territorio tormentato per troppo tempo. Il tutto puntando a lanciare in tutti i locali questa varietà di basilico e a riqualificare un territorio calpestato da inquinamento e criminalità organizzata. Una scelta che rientra nel progetto di responsabilità sociale ed etica della famiglia Marotta.

Ma i progetti del gruppo Fratelli La Bufala non si fermano qui. Nell’ottica di rilancio delle materie prime del territorio, la società ha inserito nel proprio menu, già dal 2022, i Presidi Slow Food locali che fanno grande la Campania e l’Italia; dalla confettura di albicocca Pellecchiella del Monte Somma (Vesuvio), alle Noci di Sorrento, dalla confettura di cipolla di Airola al fagiolo dente di Morto di Acerra passando per il lupino gigante di Vairano. Anche in questo caso una scelta che consolida il rapporto tra una visione internazionale e l’amore per le proprie origini.

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