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Vicenza

Grosseto

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Una terra senza tempo, che affonda le sue radici in un passato pregno di storia, ed è proprio in questo ampio territorio, ancora selvaggio e sconosciuto ai più, che si produce vino fin dall’antichità. Di casa gli etruschi, dai quali ci giungono molti reperti che conservano le peculiarità enologiche delle uve, come tesoro da custodire.

Un panorama culinario che sa farsi apprezzare anche fuori regione, dai formaggi ai salumi, ma anche ottimi vini e sfiziosi primi piatti.  Conoscete la cosiddetta “acquacotta”?  È il piatto tipico del buttero, il nome incuriosisce ma non è altro che una zuppa a base di acqua, appunto, con pane raffermo e i cosiddetti “pesciolini”: cipolle e sedano tagliati a filetti. A questi ingredienti base si aggiungono altre verdure di stagione e l’uovo, chiamato “uovo sperso”. Ampio spazio nel menù lo occupano gli antipasti, che si rifanno alla tradizione contadina, oltre ai tanti latticini più o meno stagionati e ai salumi di selvaggina; a molti palati è nuova la bottarga di Orbetello (Argentario): nient’altro che uova essiccate di pesce, nello specifico cefalo, usata per guarnire invitanti piatti di pasta o consumata da sola con olio, limone e pepe. Nominando i primi, protagoniste ancora una volta sono le uova nella pasta dei tipici tortelli maremmani, un ripieno a base di ricotta fresca di pecora e spinaci; la tradizione contadina impone un condimento a base di ragù molto saporito, di lepre o di cinghiale. Selvaggina che ritorna anche nelle pappardelle e nei tanti secondi a base di cacciagione, una delle specialità più apprezzate della Provincia.

La provincia di Grosseto è senza dubbio sinonimo di selvaggina, che preferisce un vino passionale, rosso e corposo come il Morellino di Scansano che, con il Sangiovese, da secoli accompagna primi e secondi piatti della tradizione.

La pesca lagunare prosegue tutto l’anno tra i lembi di terra che fungono da ponte tra Argentario e Ansedonia; l’anguilla è di casa nelle acque della laguna di Orbetello, tanto che ad oggi rappresenta uno dei piatti principali nel menù della tradizione. Due le ricette che la vedono protagonista: anguilla dorata e sfumata, la prima ripassata nell’uovo, poi nel pan grattato ed infine fritta, mentre quella sfumata è preparata con una marinatura a base di peperoni che conferiscono un particolare colore e sapore alla pietanza. Ad accompagnare il pesce un vino leggero e secco come l’Ansonica Costa dell’Argentario DOC dal profumo leggermente fruttato ed il sapore asciutto ma morbido.

Per concludere un perfetto menù in stile maremmano non può mancare un dolce: i Topi di Castell’Azzara con un nome particolare che di certo non passa inosservato, tanto quanto la loro ricetta. Forma di mezzaluna e morbido croccante all’interno, vanno a ruba in tutte le occasioni, la loro storia si lega a quella di un’omonima compagnia teatrale locale che offriva questi dolciumi alla fine di ogni spettacolo.

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