ASD 970X250-100

scarica l'APP gratuita

Cerca

Il pranzo di Natale ha radici che affonda o fino ai tempi del Medioevo: e già allora, il menù era di quelli da affrontare con un certo impegno…

Tra sacro e profano, caleidoscopico riflesso delle tradizioni di ciascun luogo e di ogni casa, il pranzo di Natale è per molti un attesissimo momento di convivialità, con quei profumi che rievocano l’infanzia e quei sapori rassicuranti che non vediamo l’ora di ritrovare. Il simposio natalizio, si sa, ha origini ancestrali testimoniate in ricettari ben più antichi di quelli della nonna; il menù del pantagruelico pranzo di Natale medievale, per esempio, spicca per sontuosità e una varietà di pietanze straordinariamente contemporanee. 

All’ouverture a suon di vino dolce e pere sciroppate (i banchetti del tempo iniziavano e terminavano con frutta secca di ogni tipo) seguivano, secondo tradizione, gli zanzarelli, una minestra di uova e formaggio antesignana della nostra stracciatella. Si servivano quindi le lasagne realizzate con pasta lievitata e cotta in acqua bollente: furbo espediente, quello della lievitazione, che rendeva la pasta più elastica e leggera. S’insaporivano con parmigiano grattugiato, pepe e spezie in abbondanza, un primo piatto robusto e saporito. Dopo, una portata tecnicamente complessa nonché sofisticata in termini di gusto, l’ambrogino di pollo con frutta secca, archetipo del bilanciamento ideale tra dolce, agro e speziato. 

medioevo
medioevo

Re incontrastato del pranzo, il cappone arrostito si gustava accompagnato dall’immancabile salsa camelina a base di aceto, uva passa, pane raffermo e droghe. Come intermezzo si delibava il candido biancomangiare (fatto con riso, petto di pollo, latte di vacca o di mandorle e zucchero) oppure la “torta d’agli” in cui aglio, zafferano e formaggio si combinavano in soave equilibrio. Finale in dolcezza con i caliscioni, panciuti “ravioli” al marzapane aromatizzato all’acqua di rose e il nucato, un croccante al miele ricco di mandorle, noci e nocciole.

L’abbinamento cibo/vino non era rilevante (nel Medioevo la scelta si legava alla tipologia dei commensali: i vini bianchi solitamente spettavano ai membri dei ceti più alti del medioevo, il vino rosso era per i lavoratori manuali) ma il brindisi finale di rito avveniva con il dolce e speziato vino Ippocrasso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca