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Paese che vai, crêpe che trovi

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Affondano le proprie radici addirittura fino al V secolo: oggi la crêpe rivive con un’identità diversa a seconda del luogo di preparazione.

Farina, uova, burro e latte: ecco la ricetta base delle leggiadre frittatine dai mille e un nome, le crêpes. Sembra abbiano un’origine antichissima, risalente addirittura al V secolo, quando il pontefice Gelasio a Roma ordinò ai cuochi papali di preparare un cibo rinvigorente per sfamare i pellegrini francesi stremati dopo il lungo viaggio intrapreso per partecipare alla festa della Candelora. A loro piacquero così tanto che la ricetta venne riportata e diffusa in Francia, Paese a cui si deve il successo del prodotto.

In virtù dell’estrema versatilità della preparazione, la crêpe si è declinata in numerose varianti assorbendo suggestioni e ingredienti tipici delle cucine di mezzo mondo. “Divine étoile” tra i dessert, la francese “crêpe Suzette”, ha controversi natali. Nota è l’attribuzione allo chef Auguste Escoffier che nel 1896, pare, preparò al Principe del Galles Edoardo VII le famose frittelle arricchite con la salsa a base di zucchero e burro caramellati, succo di agrumi e Grand Marnier, il tutto flambé. Il principe apprezzò così tanto il dessert che suggerì allo chef di omaggiarlo alla sua commensale, l’attrice Suzanne “Suzette” Reichenberg.

Successivamente, lo chef Henri Charpentier, all’epoca allievo di Escoffier, rivendicò la paternità del piatto. Golosità austriaca è la “frittata dell’imperatore” (s’intende Francesco Giuseppe d’Austria, che ne andava ghiotto) composta di crêpes più spesse servite a pezzettoni con la confettura di mirtilli e cosparse di zucchero a velo; la palacsinta ungherese è uno spuntino dolce o salato in cui l’uso dell’olio nell’impasto invece del burro dona alla crespella l’elasticità ideale per essere arrotolata su sé stessa e farcita.

In Russia si gustano i blinis, piccole cialde lievitate e farcite con panna acida, pesce affumicato e caviale.
Oltreoceano, i pancakes, morbide frittelle proverbialmente abbinate allo sciroppo d’acero, costituiscono un classico dell’american breakfast. Infine le messicane enchiladas sono tortillas di mais che la ricetta tradizionale prevede ripiene di pollo, salsa al pomodoro, formaggi, peperoncino e panna acida.

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