ASD 970X250-100

scarica l'APP gratuita

Cerca
progetto Icona

Davide Di Fabio ospite del progetto Icona

progetto Icona

La società calcistica Juventus FC sostiene il progetto Icona, per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco. Tra gli chef ospiti, Davide Di Fabio del ristorante Dalla Gioconda di Gabicce.

Cucina e pallone: due delle cose più profondamente radicate nell’animo italiano, si sono ricongiunte nell’iniziativa “Icona”, il Club della cucina italiana, progetto voluto dalla Juventus per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco. Sembra quasi incredibile scoprire che la nostra tradizione culinaria manchi nell’olimpo delle cucine del mondo, alle quali l’Unesco ha concesso il suo riconoscimento, eppure è così. Si spera ancora per poco.

La Juventus ha coinvolto in primis i fratelli Cerea, del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio, insieme ad altri chef a rotazione, nella creazione di menu ad hoc presso l’Allianz Stadium, volti a celebrare la cultura culinaria delle nostre regioni. Il 28 ottobre toccherà a Davide Di Fabio, talentuoso chef del ristorante Dalla Gioconda di Gabicce. In questa intervista, esploreremo la passione di Davide per la cucina, il suo coinvolgimento in un evento così significativo e la sua visione sul ruolo della gastronomia italiana nella candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco.

Di seguito l’intervista a cura di Pasquale Sasso

Durante la tua partecipazione al progetto Icona del 28 ottobre, quali messaggi o emozioni speri di comunicare al pubblico riguardo alla cucina italiana e alla sua importanza culturale?
Il progetto Icona è un progetto straordinario e ambizioso, un viaggio nel cuore della nostra identità nazionale attraverso la cucina. Mi auguro che nelle mie pietanze le persone possano ritrovare l’essenza della mia cucina: chiara e diretta, ma anche frutto di una profonda ricerca sulle materie prime e sul concetto che le sostiene.

È proprio questa ricerca, questo impegno nel dettaglio, che fa parte dell’essenza della cultura italiana, con le sue tradizioni tramandate di generazione in generazione. È compito nostro, cuochi, trasmettere tutto ciò attraverso la cucina, che va ben oltre la preparazione dei piatti. Ad esempio, nel gesto apparentemente semplice di chiudere un cappelletto si cela un’artigianalità straordinaria.

Il ruolo dei cuochi italiani in questa avventura straordinaria è quello di valorizzare il risultato del duro lavoro di tanti artigiani: i contadini, gli allevatori e i pescatori che quotidianamente ci regalano prodotti straordinari.

Quali piatti o elementi culinari regionali hai scelto di presentare nell’ambito del progetto Icona e qual è il significato di questi piatti per te?
Per questa occasione, ho ideato tre piatti: un antipasto, un secondo e un piccolo dolce. L’antipasto, chiamato Mazzancolle Rosa, prende ispirazione dall’Adriatico e le sue espressioni culinarie. Le mazzancolle vengono cotte al vapore, rosa, con un tocco di nero e giallo che evoca i colori vibranti degli anni ’80.

Questo omaggio include anche un riferimento a piatti di moda in quel decennio, come il cocktail di gamberi. Nel creare questa pietanza, ho voluto reinterpretare un sapore della memoria, usando nuovi ingredienti, colori accattivanti e preparazioni più leggere. Il risultato è un piatto che ti fa fare un viaggio nel tempo, riportandoti agli anni passati con ogni morso.

Il secondo piatto, denominato Pescato del giorno in salsa di albicocche acerbe e acetosella, è un morone cotto in un delicato brodo di vongole e accompagnato da una salsa realizzata con albicocche acerbe emulsionate in olio d’oliva e estratto di acetosella. Questo piatto ha origine nella relazione che ho stabilito con i produttori, in particolare con Francesco, un produttore di albicocche abruzzese.

Durante la mia visita da lui a maggio, ho notato che stavano diradando gli alberi e facendo cadere dei frutti più acerbi. Ho voluto dare nuova vita a questi frutti. Questo rappresenta un modo per realizzare un futuro più sostenibile, per esempio, utilizzando materie prime come queste al posto del lime per fornire acidità a un cocktail.

Il dolce, un Cremino al pistacchio salato, trova la sua posizione sotto un’ostia commestibile, sulla quale sarà presente il logo del progetto Icona.

Un evento importante quanto il progetto Icona che vuole sostenere. Qual è la cosa che ti emoziona di più?
Da tifoso bianconero, sicuramente tornare allo Juventus Stadium rappresenta un’emozione molto forte. Quest’emozione viene ulteriormente amplificata dalla possibilità straordinaria di cucinare per i calciatori della mia squadra del cuore, sostenendo un progetto importante come la candidatura della Cucina italiana a patrimonio mondiale dell’Unesco.

ULTIME NOTIZIE

Ultime Pillole

ISCRIVITI ALLA
NEWSLETTER

Ricevi gratuitamente WEEKLY ENJOY Le Guide De L’Espresso: un magazine settimanale digitale con notizie, curiosità e approfondimenti del mondo enogastronomico.

SCOPRI
LE NOSTRE GUIDE

Scarica l’app Le Guide de L’Espresso per avere tutto il mondo enogastronomico a portata di mano e scoprire i luoghi da non perdere attorno a te. 

Cerca