scarica l'APP gratuita

Cerca
Salse

Le salse nel mondo, un viaggio tra gusti e tradizioni culinarie globali

Salse

Dalla cremosa Jäger Sauce austriaca alla piccante Harissa tunisina, un’esplorazione delle salse meno conosciute che trasformeranno i tuoi piatti.

Salse nel mondo: varietà e origini

Paese che vai, salse che trovi. Accanto alla senape, alla maionese, al ketchup e tutte le loro infinite varianti universalmente famose e apprezzate, c’è un mondo di intingoli forse meno noti che vale la pena di scoprire. Così, oltre il cremoso Guacamole, il freschissimo Tzaziki e l’intensa Aioli, l’avvolgente Jäger Sauce, che sembra nata per esaltare la succulenta cotoletta austriaca fritta nello strutto (lo Schnitzel), è a base di cipolla rosolata nel burro, concentrato di pomodoro, brodo di carne, funghi champignon e spezie, tra cui timo e paprika dolce.

Celestiale sui filetti di salmone, la sostanziosa Champ di origine irlandese si ottiene lessando assieme, frullando, e infine addensando con la panna, cipolla e patate; si regola poi con sale, pepe ed erba cipollina. I norvegesi, invece, arrotondano il gusto del merluzzo con il Burro di Sandefjord, vellutato mix di panna, burro, brodo di pesce, limone e prezzemolo tritato. Versatile, la Mojo delle Isole Canarie, è la salsa con olio d’oliva, zafferano, cumino, coriandolo e pomodoro, ottima per carne e pesce, ma anche con formaggi e ortaggi.

Oltre alla focosa Harissa (l’intingolo principe della gastronomia tunisina, con peperoncini rossi arrostiti, olio di oliva, aglio e spezie locali) e la balcanica Ajvar (salsa piccantissima a base di peperoni e melanzane cotti a lungo con aglio, abbondante peperoncino e olio di semi di girasole, perfetta su carni e crostini), imperdibile per gli amanti delle salse spicy è la thailandese Sriracha che deve il suo gusto deciso e agrodolce, ideale sia sul pesce che sugli hamburger e perfino nelle marmellate, alla combinazione di peperoncini, aceto bianco, aglio, zucchero e sale, mentre la coreana Gochujang, equilibrio unico di sapori (tra piccante, dolce e umami) è preparata con malto d’orzo, riso glutinoso, fagioli di soia fermentati e peperoncino.

Voluttuosa è la salsa Satay, tipica della cucina malese e indonesiana, a base di arachidi tostate, latte di cocco, lime e spezie come il curry o lo zenzero; la sua consistenza corposa la rende ideale per accompagnare gli spiedini di pollo o di maiale, per condire noodles, gado-gado o insalate di gamberi. Marcatamente sapida, l’australiana Vegemite, preparata con l’estratto di lievito di birra unito a sale ed estratti vegetali si gusta sul pane, con formaggi e insaccati; dentro stufati o minestre, sostituisce il dado egregiamente.

Infine, pungente, arriva la Barbaforte. L’ingrediente principale di questa salsa made in UK è la radice di rafano finemente tritata e unita a pezzetti di mollica, aceto, olio d’oliva, sale e zucchero; in certe varianti, si arricchisce della panna. Da provare su carni grigliate, bolliti e uova.

LEGGI ANCHE: Al Convento, un’evoluzione che non perde di vista le radici.

ULTIME NOTIZIE

Ultime Pillole

ISCRIVITI ALLA
NEWSLETTER

In arrivo notizie, curiosità e approfondimenti del mondo enogastronomico.

SCOPRI
LE NOSTRE GUIDE

Scarica l’app Le Guide de L’Espresso per avere tutto il mondo enogastronomico a portata di mano e scoprire i luoghi da non perdere attorno a te. 

Cerca