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Rinascimento Aglianico

Aglianico – Un’azienda nata a fine Ottocento nel cuore vulcanico della Lucania. In crescita tra innovazione nei sapori e rispetto dell’ambiente

Una delle stelle più luminose del Vulture, Paternoster, fondata nel 1898 da Anselmo, pioniere della viticoltura italiana, fu poi portata al successo dal figlio Giuseppe, una laurea in enologia a Conegliano ma soprattutto il sogno di mostrare al mondo l’eccellenza vitivinicola della Basilicata. Lo scenario, incantevole, è quello di Barile, provincia di Potenza, luogo-simbolo del “rinascimento lucano”, un territorio – caratterizzato da suoli di matrice vulcanica – che non ha mai nascosto la sua vocazione.

Ora sono circa 20 gli ettari vitati in gestione (anche con piante oltre i 50 anni) arrampicati sulle pendici del Vulture, fino ai 650 metri di altezza, oggetto di un lavoro quotidiano puntiglioso, arricchito da convinzioni sostenibili (ora approdate alla certificazione biologica), parte essenziale della rinomanza del marchio. Oggi a gestire gli aspetti enologici della cantina è il nipote di Pino, Fabio Mecca, quarta generazione familiare e astro nascente del panorama vitivinicolo nazionale, che garantisce l’ideale completamento del lavoro svolto tra le viti.

Aglianico Rinascimento Aglianico

Da qualche anno parte della Tommasi Family Estates, il progetto di casa è sempre ambizioso, dedito alla produzione di classici moderni, ideali anche in versione “bianca”, come dimostra il Basilicata IGP Falanghina Vulcanico, vino di densità e tensione, naso di pesca tabacchiera e biancospino e beva succosa, salmastro-sapida, con ritorno fruttato-floreale, ma anche i tanti Aglianici, l’iper-classico Aglianico del Vulture DOC Don Anselmo, con le sue note ben armonizzate di frutta rossa in marmellata, o ancora l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Riserva Il Nibbio Grigio, con il suo naso di frutta nera di sottobosco, eucalipto e pepe nero in grani e il palato con tannini sapidi, o ancora l’Aglianico del Vulture DOC Bariliott, un Aglianico tutto bevibilità.

Muovendosi agilmente fra tradizione e modernità, insomma, questo di Paternoster è indubbiamente uno degli scrigni dell’eccellenza.

Un Aglianico imponente, vinificato in acciaio con circa 10 giorni di sosta sulle bucce, affinato parte in rovere grande di Slavonia parte in barrique, compendio delle potenzialità varietali e delle capacità di lettura di una cantina solidissima. Naso di mora di rovo, con sentori di alloro, polvere di liquirizia e foglia di pepe. Al palato teso-croccante, con ritorno fruttato-officinale e finale sulle note della liquirizia. Impareggiabile con un altrettanto territoriale agnello a scottadito.


PATERNOSTER

Contrada Valle del Titolo
85022 Barile (PZ)
Tel 0972 770224
info@paternosterwine.it

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