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Antica Amelia, il più romantico ristorante di Verona

Premiato anche da “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese, Antica Amelia è il regno di Micol Zorzella, che coniuga la storia e l’allure di Verona con arredi e ospitalità inimitabili.

A Verona, immerso nel centro storico della città più romantica del mondo, tra Piazza delle Erbe e via Sottoriva, a due passi dal fiume Adige e nella cornice di un palazzo storico del Cinquecento si trova Antica Amelia Bistrot, dove arredi di antiquariato si sposano con oggetti dal gusto “british-coloniale” ed esotico; l’anima eclettica, creativa ed errante è quella di Micol Zorzella, chef ed assoluta protagonista.

Qui tutto è frutto di una attenta e personale selezione che Micol compie costantemente: il suo è un menù contemporaneo, ricercato, che affonda le radici nella tradizione veronese e allo stesso tempo riflette il coraggio di giocare con ingredienti semplici e con poche lavorazioni per dare risalto ai sapori che devono essere netti e inconfondibili, proprio come lei.

Dal passato al presente: la storia di Antica Amelia

Antica Amelia nasce più di un secolo fa come locanda. Aperto dalla signora Amelia a fine Ottocento a Corte Sgarzerie nel cuore della Verona Romana, diventa una locanda rinomata e frequentata per la cucina buona e genuina. Negli anni Cinquanta del Novecento gli eredi della signora Amelia lo spostano nel luogo dove è stato per mezzo secolo, lungo le sponde del fiume Adige. Proprio qui, circa una decina di anni fa, arriva Micol che dal primo momento si innamora dell’atmosfera di questo luogo dal sapore antico. Qui Micol inizia la sua avventura di chef e imprenditrice; crescono quindi assieme Micol e “Amelia” con una cucina fatta di piatti spontanei, semplici e della tradizione culinaria veronese.

La storia avrebbe potuto continuare a svolgersi nella vecchia location, dove tutto ha avuto inizio ma, nel 2020, Micol non si lascia scappare l’occasione di trasferire il bistrot, con tutto il suo bagaglio di oggetti ed emozioni, nel quartiere di Sottoriva, zona veronese dall’atmosfera unica, nota per la presenza di numerosi negozi di antiquariato. Così, proprio in un vecchio negozio di antiquariato, al piano terra di un palazzo del Cinquecento con pareti di mattoni rossi a vista, resti di affreschi e travi di legno, Antica Amelia trova la sua nuova casa. Ciò che rimane della vecchia “casa” è la stessa atmosfera familiare alla quale Micol tiene particolarmente e da sempre suo tratto distintivo.

Oggi Antica Amelia Bistrot è un locale unico e personale, che si identifica pienamente con la sua proprietaria: oggetti ricercati dal fascino retrò, posateria misto anglo/francese e piatti in porcellana inglese scovati personalmente in mercatini dell’antiquariato, suppellettili e arredi che ricordano viaggi esotici, come i caratteristici elefanti in porcellana di varie grandezze che fanno ormai parte della grande famiglia dell’Amelia. L’obiettivo è quello di accogliere con calore gli ospiti e di invitarli ad un viaggio di fantasia. Protagonista degli spazi del bistrot è sicuramente il dehors, un luogo unico a metà tra un giardino esotico con piante, fiori e sedie all’orientale e una locanda veronese con richiami di tradizione e lanterne appese al soffitto e alle pareti.

Anche qui l’estrema ricerca dei dettagli è minuziosa, dagli arredi boho chic acquistati da un artigiano ibizenco, pezzi unici realizzati a mano in bambù con un design dalle forme curve, proseguendo con la stravagante “aria alla piattaia”, una parete totalmente dedicata ai piatti che arrivano dai più famosi vide-grenier d’Europa. Entrare all’Antica Amelia è un pò come uscire per un momento dalla realtà di tutti i giorni ed entrare in un mondo a parte, quello di Micol.

La cucina di Micol

La cucina è stata la vera maestra della chef. Prima quella della nonna che le ha insegnato le ricette della tradizione veronese e poi l’esperienza ed i viaggi che le hanno dato la capacità di saper assaggiare (fondamentale per Micol) e creare. La cucina di Micol rimanda alla tradizione veronese, ma unisce un seasonal menù ricercato e molto internazionale con ingredienti locali e di stagione.

Dietro ogni ricetta si celano un ricordo d’infanzia, un’esperienza o un viaggio, prima di tutto quello mentale che Micol fa nel cercare un’idea o una semplice suggestione che le dia il tocco creativo. Poi è un turbinio di creatività, istinto e massima cura del dettaglio. Così nascono i suoi piatti, semplici, ma allo stesso tempo pieni di ricercatezza nella loro genesi.

Il menù cambia ogni stagione, ma i punti fermi rimangono. I suoi piatti firma sono sicuramente il “manzo all’olio”, rivisitazione del manzo all’olio bresciano. C appello del prete, messo a bollire per mezza giornata in mezzo brodo e mezzo olio evo; è in menù da sette anni ed è per la chef un modo per ripensare il bollito veneto, viene infatti servito con salsa verde.

A seguire, ancora tra i piatti iconici: “omaggio ad Elkjær”, dedicato a Preben Elkjær Larsen, ex calciatore danese alla quale la chef è legata per passione sportiva avendo portato la squadra locale alla vittoria dello scudetto nel 1985 segnando un gol addirittura senza scarpa. Una ricetta dedicata alla nazione dello sportivo, ma ben inserita nella natura della città veronese: patata lessata, aringa affumicata in legno di faggio, scalogno caramellato e tuorlo d’uovo.

Una cena o pranzo non può iniziare senza il cocktail “Amelia on the rocks”, ideato quasi per caso da Micol e divenuto un must del menù: profumi e sapori mediterranei (mirto, timo e lime) che aprono le porte ad un viaggio da scoprire. Imprescindibile per Micol è la ricerca del fornitore giusto che sceglie con estrema cura, soprattutto quando si parla di carne, ortaggi e formaggi.

Ad esempio per la sua Pepe&Cacio utilizza una caciotta vaccina stagionata che arriva dai monti della vicina Lessinia, così come il burro prodotto dalla medesima malga. Prodotti che vengono consegnati ovviamente solo nei mesi estivi, periodo di stallo del bestiame in alpeggio. Per gli ortaggi Micol si affida, invece, ad uno storico fornitore veronese che seleziona nella sua filiera solo i prodotti di stagione dai migliori produttori di frutta e verdura.

Micol Zorzella

La passione per il cibo è innata tanto quanto il gusto. Così Micol Zorzella inizia a cucinare per gioco e le riesce bene; quando cucina mette insieme molte cose: ricordi d’infanzia, determinazione e sfida. Autodidatta, ma non per questo meno sensibile alla ricerca culinaria, ama mettere al centro delle sue creazioni il suo ruolo di donna autoproclamandosi “SHEf” (con la doppia accezione femminile di “she” e “F”) per sottolineare quanto sia importante riconoscere anche il lato e la natura femminile della cucina.

Concreta, reale e saldamente ancorata a terra con obiettivi ben chiari e delineati anche se resta una sognatrice moderna che realizza – nella quotidianità – i tanti progetti che le balzano in testa. Chef, ma anche mamma e imprenditrice. Molteplici sono le sfaccettature che rendono Micol, unica, ma allo stesso tempo comune a tante donne. È così che lei si sente. Una donna che ama la moda, alla quale piace giocare con la sua immagine e con i suoi limiti, portando poi tutte queste sfumature nella sua cucina.

Antica Amelia da portare con sè

Da Antica Amelia Bistrot ogni angolo racconta una storia, quella della passione per la cucina e per i viaggi di Micol. Per permettere ai suoi ospiti di portare a casa un po’ dell’atmosfera dell’Antica Amelia, Micol ha ideato uno shop dedicato (Amelia’s PicknBuy): glioggetti presenti all’interno del bistrot dai piatti, alla posateria, dalle tazzine per il caffè alle sedute in rattan, possono essere acquistati dagli ospiti. Così come lampade, vasi, oggetti decorativi e specchi.

Un marchè aux puces in vero stile parigino, ma nel cuore di Verona. Antica Amelia è un luogo aperto a tutti anche negli orari fuori pasto, per potersi godere una tazzina di caffè in tranquillità o un dolce momento nel dehors. La filosofia di Micol vuole essere quella di rendere il bistrot uno spazio aperto tutta la giornata (AllDayLong @ Amelia) per concedere ai propri ospiti la libertà di vivere “l’Amelia” come meglio credono per sentirsi a casa.

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