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Antonino Minardo e la Edu-Revolution: gli studenti italiani a lezione di dieta mediterranea

In un’epoca in cui le sfide ambientali e i problemi di salute pubblica sono all’ordine del giorno, l’importanza di un’educazione consapevole riguardo l’alimentazione, l’ambiente e gli stili di vita sani non è mai stata così cruciale. Antonino Minardo

È in questo contesto che Antonino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ha proposto una legge innovativa, mirata a inserire l’educazione alimentare, ambientale e sugli stili di vita sani nei programmi scolastici italiani.

Quale scopo si propone di raggiungere con questa proposta di legge?

Antonino Minardo: “Dal rapporto Osservasalute 2021, che fa riferimento ai risultati dell’indagine multiscopo dell’ISTAT «Aspetti della vita quotidiana», emerge che, in Italia, nel 2020, più di un terzo della popolazione adulta (36,1 per cento) è in sovrappeso, mentre più di una persona su dieci è obesa (11,5 per cento); complessivamente, il 47,6 per cento dei soggetti di età pari o maggiore di 18 anni è in eccesso ponderale.

Lo scopo è quello di provare nel medio e lungo termine a invertire una tendenza distruttiva che fa male alle generazioni più giovani e al nostro Paese attraverso la diffusione capillare della cultura della prevenzione, della sicurezza e della qualità alimentare, appare pertanto evidente che la scuola e il mondo della formazione, quindi, per le ragioni sovra esposte assumono un ruolo centrale per un’azione informativa e formativa completa e precoce sull’educazione alimentare, ambientale e agli stili di vita sani. 

Quali risultati prevede di ottenere con questa legge?

Antonino Minardo: “L’introduzione dell’insegnamento della materia «educazione alimentare, ambientale e agli stili di vita sani» non solo nella scuola dell’obbligo, ma anche nelle scuole materne, nei corsi di laurea a indirizzo scientifico e tecnico, come medicina, veterinaria, agraria, biologia, farmacia e in tutti i corsi professionalizzanti, e abilitanti alla produzione e somministrazione di alimenti e bevande e finanche nelle scuole militari, di polizia e di protezione civile porteranno risultati straordinari non solo per mantenere e migliorare la salute e il benessere fisico e mentale della popolazione con riduzione dei casi di obesità e di rischi sulla salute cardiovascolare, diabete e altre malattie croniche.

Avremo una popolazione con una cultura alimentare e ambientale elevata che saprà interpretare correttamente le etichette alimentari, valutare il contenuto e il profilo nutrizionale degli alimenti, riconoscere i prodotti di qualità certificata, identificare l’origine e la provenienza dei prodotti, riconoscere gli ingredienti cui bisogna prestare particolare attenzione in caso di uso eccessivo (eccesso di sale, zucchero e grassi saturi, conservanti, coloranti). Il tutto si tradurrà nel sostegno al reddito dell’agricoltore “custode”, vero patrimonio dell’umanità nell’aumento dell’occupazione nel settore primario, attività connesse e conseguente riduzione dei costi della sanità che potranno essere liberati per investimenti strategici utili a creare sviluppo e occupazione.

Per quale motivo l’educazione alimentare, ambientale sugli stili di vita è considerata un asset strategico per il nostro Paese?

Antonino Minardo: “Il sistema agroalimentare italiano ha dimostrato di essere resiliente rispetto ad altri settori e la conferma l’abbiamo avuta durante la pandemia contribuendo con un peso del 15% sul PIL, confermandosi un asset strategico da tutelare per il nostro Paese. In Italia esiste già una vasta e diffusa cultura alimentare ed enogastronomica che affonda le sue radici nella “dieta mediterranea”, nella genuinità e qualità dei prodotti. Oggi, tuttavia, questa cultura rischia di dissolversi a causa della globalizzazione dei mercati che ha favorito l’introduzione di stili alimentari provenienti da altre regioni del mondo e l’ingresso di prodotti Ue ed Extra Ue spacciati spesso per prodotti italiani, frodi alimentari che danneggiano agricoltori e industriali onesti.

Per le ragioni sopraesposte l’introduzione di tale insegnamento rafforzerà il Sistema agroalimentare italiano perché avremo cittadini, soprattutto bambini e giovani, sempre più consapevoli nelle scelte alimentari, nella gestione della propria dieta e degli stili di vita.

Quali benefici concreti si prevedono per il sistema della formazione e per quello sanitario?

Antonino Minardo: “Un’azione preventiva di così larga scala che coinvolge l’intera popolazione, bambini e giovani anche universitari, futura classe dirigente, tra cui anche medici rappresenta un vero salto di qualità per una popolazione sempre più longeva e sana. Se alla cultura dell’educazione alimentare, ambientale e stili sani diffusa tra i cittadini italiani associamo una sanità che pensa più a prevenire anziché curare le patologie, specie quelle croniche degenerative correlate alla cattiva alimentazione e agli stili di vita, come noto alcune ridotte fino all’80% con la prevenzione allora i benefici per il sistema sanitario italiano saranno tantissimi in primis sotto il profilo economico.

È noto che i costi sanitari rappresentano la voce più cospicua nei bilanci regionali e dello Stato e gli studi confermano nei prossimi anni un aumento di tali costi con il rischio concreto per il futuro di non poter garantire l’assistenza sanitaria a tutta la popolazione. Pertanto, puntare sulla prevenzione attraverso la formazione in materia alimentare e ambientale delle giovani generazioni rappresenta un percorso per arrestare tale tendenza, con ricadute positive per la sostenibilità del sistema sanitario pubblico italiano a tutela dei cittadini e delle fasce più deboli.

Per quale motivo ritiene questa proposta importante anche per i militari?

Antonino Minardo: “Un insegnamento di questo non può che trovare posto anche nelle scuole e accademie militari delle quattro forze armate, oltre che in tutti gli istituti di formazione del cosiddetto comparto sicurezza perché il personale non sono esenti dalle problematiche trattate. Pertanto, i comandanti hanno il dovere di formare il personale militare e di polizia con il duplice obiettivo da una parte di tutelare la salute e il benessere dei loro dipendenti, obbligo dei datori di lavoro, e dall’altra parte quella di avere una forza di polizia la cui cultura agroalimentare e ambientale sia parte integrante del loro patrimonio culturale.

Questo modello permetterà ai militari che sceglieranno di lavorare nei reparti di specialità come i Carabinieri della Tutela Salute e i Carabinieri Forestali, Ambientali e Agroalimentari di svolgere i loro compiti di istituto con maggiore competenza e passione, in ragione delle prerogative e della competenza in materia di sicurezza in materia di sanità, igiene, sofisticazioni alimentari e tutela della qualità agroalimentare, potranno contribuire in maniera significativa a diffondere la cultura dell’educazione alimentare, ambientale e agli stili di vita sani nella popolazione.

La sanità pubblica e quella militare devono investire in prevenzione e formare medici, veterinari, biologi, agronomi, tecnologi alimentari e altri professionisti sanitari specializzati nella prevenzione limitando l’intervento con la terapia farmacologica solo quando è strettamente necessario in presenza di patologie specifiche gravi.

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