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broccoli

Belpaese dei broccoli

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Regione che vai, broccoli che trovi: l’Italia custodisce alcune varietà di assoluto valore, che vale la pena scoprire in un viaggio lungo tutta la Penisola.

È la scenografica infiorescenza non ancora matura della pianta Brassica oleracea, il broccolo, autentico concentrato di preziosissime virtù benefiche. Un ortaggio italiano al cento per cento, originario del Sud, già molto amato dagli antichi Romani che crearono la prima varietà di broccolo, il calabrese – quello le cui infiorescenze laterali, i broccoletti, sono ottime per insaporire la pasta dopo una passata in padella con un filo l’olio, acciughe e peperoncino.

Broccoli: Accanto al calabrese e al celebre romanesco, verde squillante e spettacolare forma piramidale, il nostro territorio offre tante varietà di nicchia di questo super food, chicche agroalimentari coltivate in tutta la penisola. Negli orti affacciati sulle sponde meridionali del Garda, il broccolo di Torbole, matura in pieno inverno beneficiando del mite clima lacustre e delle brezze di Ora e Pelér. Varietà dal gusto delicato, in cottura non libera il tipico odore pungente ed è squisito fritto o in versione “cremosa” abbinato a formaggi, oppure lessato e ridotto in tocchetti ad esaltare la carne salada o il pesce di lago sotto sale.

Altre varietà di broccoli: Sulle moreniche colline di Custoza, nel Veronese, se ne coltiva una qualità d’inconfondibile dolcezza. Raccolto ai primi freddi, il broccoletto di Custoza è versatilissimo; si presta a pesti e sott’aceti, se non impiegato per ghiotti risotti o vellutate, fritto in pastella o gratinato; la gente del luogo lo ama bollito e condito con olio e sale, gustato insieme a uova sode, salame o salsiccia fresca. L’aprilatico di Partenopoli, in Campania, dal sapore più deciso, ha cime croccanti se crude, gradevolmente polpose e amarognole dopo la cottura paternese che lo vuole sposato a sarde, aglio e limone; è ideale nel pancotto o abbinato alla carne di maiale come da tradizione locale.

Imperdibile rarità il cavolfiore di Moncalieri, arrivato in Italia con i Savoia e coltivato a ridosso della Collina di Torino. Piccino e compatto, cromia avorio e odore delicato, è ottimo bollito o fritto, accostato alla salsa tipica del posto, la bagna cauda, ma anche crudo in insalata, insaporito con olio e parmigiano, sale e pepe.

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