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mangiare Avellino

Cosa mangiare a Avellino e dintorni

mangiare Avellino

Castagne eccellenti, vitigni identitari, salumi unici: la provincia di Avellino nasconde un patrimonio enogastronomico da non perdere.

Dalla Sardegna, baluardo nel Mediterraneo, ci spostiamo nel cuore della Penisola Italiana, ad
Avellino, nella verde Irpinia. Visitare questa zona vuol dire viaggiare attraverso una provincia fra le più
belle d’Italia e che dell’Italia conserva le migliori caratteristiche: i monumenti, le chiese, la
tradizione enogastronomica e i parchi naturali. Avellino rende pieno onore alla rinomata fama
della cucina campana, considerata una delle migliori: la cucina avellinese è infatti sostanziosa, ricca
e gustosa, ma al contempo caratterizzata dalla semplicità dei suoi ingredienti.

Tra i prodotti locali dobbiamo ricordare la castagna di Montella, che può fregiarsi del riconoscimento Igp, insieme alla castagna di Serino DOP, che comprende due cultivar locali: la “Montemarano” e la “Verdole”. La prima, detta anche “Santimango” (o Marrone di Avellino), è considerata dagli esperti tra le migliori varietà italiane soprattutto per le caratteristiche di pregio dei suoi frutti. Nell’area di produzione della castagna di Montella si può gustare anche un ottimo liquore. L’Irpinia è anche terra di olivo, come testimoniano le ampie distese di alberi secolari presenti in tutta la provincia ed in particolar modo sulle colline dell’Ufita, dove viene prodotto una varietà di grande pregio, la Ravece.

Si tratta di una varietà rustica molto apprezzata per la sua costante produttività e per l’elevata qualità dell’olio che produce, sebbene la resa sia piuttosto bassa e non superi il 16%. Questo olio ha ricevuto il riconoscimento europeo e si caratterizza per i suoi colori intensi e per il sapore fruttato con note di pomodoro. Sull’altopiano Laceno, nel Parco Regionale dei Monti Picentini, si alleva una razza ovina autoctona, la Bagnolese, da cui prende il nome il pecorino.

Un tempo molto diffusa anche fuori dall’Irpinia, la Bagnolese è ridotta oggi a un migliaio di capi, tenuti allo stato brado o semibrado. Di taglia piuttosto grossa, questa pecora ha manto bianco chiazzato di scuro lungo il dorso: dal suo latte, a cui si unisce il caglio di agnello prodotto localmente, si ricava il pecorino dal sapore ricco e pieno, che diventa più piccante con il progredire dell’affinamento: se molto maturo, il pecorino bagnolese diventa un ottimo formaggio da grattugia.

Fra i piatti tipici ci sono le paste fatte a mano, come i Fusilli Avellinesi, che vengono preparati con un impasto a base di farina di semola e acqua calda. Hanno una forma stretta e allungata, le cui dimensioni variano in base alle ricette tramandate di famiglia in famiglia.

La forma viene realizzata dividendo l’impasto in lunghi cilindri, a loro volta generalmente suddivisi in rotolini di circa 5 centimetri. Ciascun rotolino viene avvolto ad un fuso di ferro (chiamato “ferretto”), che talvolta viene sostituito da un ferro per la lavorazione delle calze di lana (oppure da uno spiedino di legno). Il movimento delle mani dal basso verso l’alto fa attorcigliare ed allungare la pasta attorno al fuso. Una volta sfilati, i fusilli avellinesi fatti in casa, sono lasciati asciugare.

Particolarmente saporiti e ricercati sono anche gli insaccati prodotti in provincia di Avellino: dalla soppressata, ottenuta seguendo ancora le antiche ricette contadine, al salame di Mugnano del Cardinale. La lavorazione di questo insaccato è ancora effettuata da diversi opifici presenti nel territorio del paese e nei comuni limitrofi. La caratteristica principale del prodotto risiede nel tipo di asciugatura, che si basa sia sull’utilizzo di bracieri che producono fumo, sia, in un secondo momento, sulla presenza nel territorio di un forte vento che contribuisce alla fase conclusiva del processo.

La Provincia di Avellino è un’eccellenza nella produzione di tre vini DOCG, il Fiano di Avellino, il Taurasi e il Greco di Tufo: si tratta di due bianchi e un rosso prodotto con uve Aglianico, molto rinomati in tutta Italia, ognuno dotato di specifiche caratteristiche che li rendono assolutamente inconfondibili. Infine, in una terra così ricca di tradizioni, non potevano mancare ottimi dolci, anch’essi realizzati con metodi artigianali e, per questo, con un valore aggiunto che li rende richiestissimi dal mercato. Su tutti spicca il torrone prodotto con maestria nella zona di Ospedaletto d’Alpinolo ed in quella di Dentecane, un impasto di nocciole e miele conosciuto da queste parti sin dai tempi dei Romani.

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