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cappelli in viaggio: Sicilia

A seguito dell’uscita della Guida ai Ristoranti, pubblichiamo dei focus specifici su ciascuna regione, firmati dal vice-curatore Alberto Cauzzi. Prima tappa: la Sicilia.

Quest’anno la Sicilia ha collezionato applausi e riconoscimenti salendo sul podio al sud battuta solo dalla Campania. Sono ben 32 i cappelli assegnati. 2 nell’agrigentino, 7 nella provincia di Catania, 8 in quelle di Messina e Palermo, 4 nelle zone del ragusano e 3 in quelle di Siracusa e Trapani. É il Duomo di Ragusa dello chef Ciccio Sultano a governare su tutte le altre insegne. Totalizzando 4 cappelli su 5 e un punteggio di 18,50/20imi qui la cucina fatta di colta tradizione diventa 2.0. A Licata, Con 3 cappelli e 17,50/20imi, La Madia si aggancia al substrato siciliano intriso di memoria gustativa. Ottiene lo stesso punteggio I Tenerumi a Vulcano.

Assistiamo al trionfo di Davide Guidara con un’impattante cucina vegetale che diventa vettore di gusto al pari delle proteine. Sono 37 gli altri avamposti culinari segnalati dagli Ispettori. Questi ristoranti sfoggiano una tradizione fatta di seducente semplicità, inaspettate derivazioni pop, riletture di integerrime preparazioni: 6 nelle provincie di Agrigento e Messina, 4 per quella di Catania. 2 nei confini di Siracusa e 1 ciascuno per quelli di Caltanissetta, e Trapani. 7 nel Palermitano. Impera la provincia di Ragusa con ben 10 locali individuati. Locanda Perbellini a Mare di Montallegro, porta la firma dello chef che osserva la cucina siciliana sotto una lente perbelliniana. A Messina Casa&Putia parla siciliano stretto con ingredienti eccelsi. A Tremestieri, da Pimento, un ardito innesto di cucina piemontese in terra sicula.

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