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Locale Firenze, cenare in un palazzo del XIII secolo

Nel cuore del capoluogo toscano, Locale Firenze, un luogo di tradizione e sperimentazione tra le mani di Simone Caponnetto e Fabio Fanni.

Nonostante l’aspetto contemporaneo della corte, con un’altissima bottigliera illuminata, il lucernario in vetro e acciaio che nelle sere più calde si apre completamente e i tavoli circondati da una rigogliosa parete verde, ogni angolo di Locale Firenze racconta la storia ultracentenaria di Palazzo Concini. Nel cuore del capoluogo toscano, si apre infatti un grande portone che conduce per prima cosa al cocktail bar, riconosciuto tra i 50 migliori al mondo e guidato dal mixologist Fabio Fanni, collocato dove un tempo si trovava il cortile in cui trovavano ristoro carrozze e carri.

Scendendo una scala all’interno di Locale Firenze, gli ospiti si possono poi addentrare nell’area che risale al XIII secolo, dove oggi si può ancora ammirare un’antica cucina e dove trovano posto la cantina e un laboratorio dedicato alla mixology. Al piano terra, nella parte del palazzo edificata nel XVI secolo, attraverso il loggiato coperto e le affascinanti sale affrescate si sviluppano gli spazi dedicati al ristorante. Emblematico, l’Amorino ritratto su uno dei soffitti, stringe tra le mani una coppa di vino e un carciofo, a simboleggiare la protezione per le attività agricole e vitivinicole della famiglia Concini.

I piatti di Locale Firenze portano la firma dello chef Simone Caponnetto. Nato a Firenze, ha viaggiato attraverso America, Asia e Australia perfezionando la sua tecnica, ma restando fortemente legato ai sapori della sua Toscana. Passando per India, Cambogia e Thailandia, durante il suo pellegrinaggio gastronomico Caponnetto ha fatto anche tappa al Narisawa di Tokyo, per poi tornare in Europa e fare esperienza a Roma e Montecarlo con Heinz Beck, approdando infine al Mugaritz con Andoni Luis Aduriz.

Appresa l’arte della sperimentazione, lo chef di Locale Firenze oggi propone una cucina costruita sulle sue esperienze gastronomiche e realizzata, il più possibile, con ingredienti locali. A diposizione del ristorante, vi è infatti un terreno che ospita orti e animali da cortile, curato anche dallo chef e della brigata, per apprezzare la qualità delle materie prime che finiscono in cucina. A tavola, il consiglio è di optare per un percorso di food pairing che abbina a un menu degustazione dei piccoli assaggi di miscele alcoliche e analcoliche. Come un americano bianco che accompagna l’aperitivo con un brodo di pane e parmigiano con cozze alla griglia, burro piccante e cacio cavallo.

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La capasanta con insalatina ai fagiolini verdi e mandorle è servita insieme a un drink con gin, pomodoro lattofermentato e soda alla fragola, mentre gli spinaci con puntarelle e midollo affumicato trovano l’abbinamento ideale con un drink che concentra succo di nespola e un distillato del suo nocciolo, prodotto nel laboratorio di Locale Firenze. Da bis i plin di cipolla affumicata con agretti e miso, che Fabio Fanni serve insieme a un drink al kefir con fragole e due gocce di vermouth dry, per concludere con “pane e vino” dessert al pan brioche e sorbetto al nettare d’uva.

Da provare almeno una volta nella vita per cenare immersi nelle atmosfere del rinascimento fiorentino.

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