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Blue Monday

Il Blue Monday e il ruolo del colore blu negli alimenti

Blue Monday

Noto come il giorno più triste dell’anno, oggi, 15 gennaio 2024, ricorreremo probabilmente al Blue Monday per giustificare il nostro cattivo umore. Ma quali sono le origini di questa strana ricorrenza? E in ambito enogastronomico che connotazione assume il colore blu?

Alle origini del mito: il Blue Monday

Esistesse la rubrica “Fanfaluche di Successo” un meritato posto se lo aggiudicherebbe certamente il Blue Monday, ossia il giorno più triste dell’anno, che celebrato ogni terzo lunedì di gennaio dal 2005, continua a far parlare di sé.

La strampalata ricorrenza è nata da un’equazione di pseudoscienza sviluppata dallo psicologo americano Cliff Arnall che per giungere alla data incriminata avrebbe incrociato fattori eterogenei tra cui clima invernale, nostalgia delle festività appena concluse nonché rimorsi per il relativo danaro scialato, acciacchi di stagione.

Così, si è pensato di abbinare la giornata più mesta al colore blu, che in certi idiomi inglesi (to have the blues, sentirsi tristi o depressi, per citarne uno) e specialmente nella cultura a stelle e strisce, si lega a sensazioni di freddo non solo esterno, ma anche interiore.

Il colore blu negli alimenti

I rari alimenti blu, reputati poco accattivanti per lungo tempo (forse per l’ancestrale consapevolezza che alcuni cibi velenosi o avariati così si presentano) con il mutare dei tempi e dei gusti sono diventati super trendy. Imperdibile per gli amanti della gastronomia in blu, la Blue Java è una banana originaria del Sud-Est asiatico che poco prima di maturare sfoggia un’ammaliante buccia cerulea; il suo sapore ricorda la vaniglia e la consistenza della polpa, il gelato.

Blu è il grano prodotto da un’antichissima varietà di mais del centro-America, recentemente tornato in auge insieme a molti grani arcaici mentre i cosiddetti “zaffiri dell’oceano“, le uova di scampo selvaggio, sono una pregiatissima rarità. Raccolte a largo della costa occidentale australiana in acque molto profonde, hanno un gusto sapido e deciso, la consistenza compatta.

E da bere, un calice di scenografico “vino turchino“. Vari produttori europei si sono cimentati nella creazione dell’insolita bevanda che pare sia totalmente naturale, realizzata unendo due pigmenti organici, l’antocianina, presente nella buccia dell’uva rossa e l’indigotina, color indaco, a una miscela di uve bianche e scure dopo la fermentazione. Beverino e tendente al dolce, una frivolezza anti Blue Monday.

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