scarica l'APP gratuita

Cerca
Catia Uliassi

Catia Uliassi: una bellissima storia d’amore

Catia Uliassi

Gli aneddoti e i consigli di Catia Uliassi, Restaurant Manager del Ristorante Uliassi di Senigallia.

Si parla da tempo di emergenza di sala, del fatto che le nuove generazioni non siano così appassionate del lavoro di sala, che lo chef è la star e la figura centrale a cui tutti ambiscono, mentre invece un fulcro importante della fortuna di un ristorante è anche e soprattutto il grande lavoro di accoglienza che si opera nella sala del ristorante, dove nasce e finisce l’esperienza principale. Abbiamo deciso di creare questa rubrica non per parlare dei soliti argomenti ma per chiedere agli uomini e attori principali di questo straordinario mestiere il loro punto di vista, la loro visione e soprattutto gli aneddoti e le curiosità che stimolano e ravvivano questo mondo.

Oggi ne parliamo con Catia Uliassi, Restaurant Manager del Ristorante Uliassi di Senigallia.

Cara Catia, come hai iniziato questa professione e perché?
Catia Uliassi: “L’idea viene quasi da sé dato che tutta la mia famiglia si è sempre occupata di ristorazione. I miei genitori prima con una trattoria, poi con un bar di cui ora si occupano mio fratello Walter e il figlio Tommaso sono sempre stato in questo mondo. Mauro mi ha reso partecipe da subito, e quasi per gioco, portandomi via agli studi, quando decise di intraprendere questa straordinaria avventura. Ho capito subito che mi piaceva stare in sala, accogliere i clienti, farli star bene.

Nel corso degli anni è cresciuta la consapevolezza dell’importanza che riveste la sala nell’esperienza complessiva. E l’occuparmi della sala mi permette anche di assecondare la mia grande passione per l’interior design e l’arte, dato che curo ogni minimo particolare degli arredi dei vari ambienti del ristorante.”

Il tuo bilancio di questi 33 anni di carriera qual è?
Catia Uliassi: “Un bilancio senz’altro molto positivo. Grandi soddisfazioni a fronte anche di grandi sacrifici. Le attestazioni di stima e gradimento che ci arrivano quotidianamente dai clienti e dai critici gastronomici sono motivo di grande orgoglio ma ci servono anche da stimolo a non adagiarci, a guardare avanti cercando sempre di migliorarci. Ad affrontare ogni servizio con la stessa concentrazione di quello precedente.”

Hai degli aneddoti, curiosità, episodi che ti piacerebbe condividere con noi?
Catia Uliassi: “Sì, una bellissima storia d’amore. Lui, bell’uomo, avvocato di successo e nostro habituè sempre accompagnato da donne interessanti, una sera di qualche anno fa si presenta con lei, bellissima, sensuale e allegra: mi piace da subito, stavolta si è innamorato. Ogni week end di quella estate lo trascorrono a cena da noi; decidiamo quindi di dargli un tavolo speciale, unico, sulla sabbia con solo la luce della luna, un angolo tutto per loro, rimanevano con noi fino a chiusura del ristorante.

Complice l’estate, l’atmosfera, il cibo di Mauro, lo champagne e la loro passione, da lì a qualche mese la notizia di lei in dolce attesa. Felicissima per loro, mi dicono da subito che tutte le nostre coccole avevano contribuito alla splendida novità. Diventiamo molto amici, questo posto diventa per loro casa. Morale della favola, sono diventata la madrina del mio piccolo Leo.”

Adesso ti chiediamo un ricordo… il ricordo di un grande uomo o una grande donna di sala che ti ha impressionato, nel tuo lungo girovagare per ristoranti, e perché ti ha impressionato.
Catia Uliassi: “Ricordo la prima volta che sono entrata nel santuario della cucina italiana, Dal Pescatore a Runate Canneto. Ad accogliermi Antonio Santini, la cui presenza discreta mi ha accompagnato nel corso di tutta la cena. Un ricordo preciso, la netta sensazione di essere nelle mani di un maestro di sala in grado di mettere l’ospite a proprio agio, mettendolo nelle condizioni di godersi appieno l’esperienza. Da quel momento ho capito veramente cosa significa la “sala” nella sua più completa accezione.”

La domanda più curiosa, pertinente e intrigante che ti ha fatto un cliente? E cosa hai risposto?
Catia Uliassi: “Una domanda ricorrente? Come conciliare la vita privata e gli affetti con questo lavoro così impegnativo, dove non si hanno orari, dove si lavora quando il mondo fa festa. La mia risposta? Facile, sposando il secondo di mio fratello, Mauro Paolini. Lavorare insieme a fratello e marito non è poi così difficile, ognuno ha i propri spazi e poi, loro sono in cucina e io con mio nipote Filippo nel nostro regno, la sala.”

ULTIME NOTIZIE

Ultime Pillole

ISCRIVITI ALLA
NEWSLETTER

In arrivo notizie, curiosità e approfondimenti del mondo enogastronomico.

SCOPRI
LE NOSTRE GUIDE

Scarica l’app Le Guide de L’Espresso per avere tutto il mondo enogastronomico a portata di mano e scoprire i luoghi da non perdere attorno a te. 

Cerca