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Cosa mangiare a Taranto e dintorni

Viaggio nell’Italia dei sapori: cosa mangiare a Taranto, per scoprire un territorio unico, ricco di storia e di enorme valore enogastronomico.

Dal cuore dell’Italia centrale, con il territorio del Reatino, la sua storia e la cultura, scendiamo verso sud fino a raggiungere Taranto, una terra dal clima mite e gradevole, dalla gastronomia che fa delle specialità a base di pesce il proprio punto di forza, e dove si affiancano anche sapori e profumi dell’entroterra. Taranto è una delle città pugliesi più ricche di storia e di interessi naturalistici.

Un tempo capitale della Magna Grecia e antico centro mercantile, oggi è uno dei porti commerciali più importanti d’Italia. La città si affaccia sul Mar Ionio ed è nota come “città dei due mari” per la posizione geografica a cavallo tra due specchi d’acqua: il Mar Grande e il Mar Piccolo. Il Mar Grande è separato dal Mar Piccolo da un canale su cui è costruito il ponte girevole; nel Mar piccolo diviso in due seni sono presenti sorgenti sottomarine chiamate Citri, che apportano acqua dolce mista a quella salmastra, creando così una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, le famose cozze nere, che è possibile gustare in tutti i ristoranti della provincia di Taranto.

Potete mangiarle crude, gratinate, in impepata o come ingrediente di zuppe e paste. I cavatelli con le cozze sono un tradizionale piatto di questa città. Queste cozze dal gusto deciso, sapido e dalla forma tozza, piccola e piuttosto bombata, si preparano cotte semplicemente in una padella con peperoncino e pomodoro e servite con crostini di pane casereccio per raccogliere il sughetto delizioso.

Mangiare a Taranto e andarsene senza aver assaggiato le chiancaredde. Dette anche orecchiette tarantine, si tratta di un tipo di pasta fatto rigorosamente in casa, il cui impasto è semplicemente a base di acqua e farina. La caratteristica forma concava data dal movimento veloce del pollice e la loro porosità si sposano benissimo con il sugo di pomodoro fresco che ne viene assorbito ed esalta il sapore della pasta, il tutto spolverato con formaggio, meglio se cacioricotta.

Particolare pietanza di sapore da mangiare a Taranto è il tarantello, vera e propria rarità nel campo degli insaccati; si tratta infatti di un insaccato elaborato con un impasto di ventresca di tonno macinata e speziata; famosissime prelibatezze tarantine sono anche le cozze arraganate: cozze farcite di mollica di pane, origano, aglio, olio, prezzemolo e pomodoro passati in forno.

Altro piatto da mangiare a Taranto è la “puccia alla vampa”, (alla fiamma) è la rivisitazione tarantina della classica puccia salentina. L’impasto è a base di farina di semola e viene preparato un disco di pasta e infornato, il disco aumenta il volume cuocendo e il risultato è un dischetto di pane morbido con poca mollica. La tradizione vede questo tipo di puccia farcita con olio extravergine di oliva pugliese, sale e ricotta forte, semi di pomodoro fresco o in alcuni casi condito con cime di rapa stufate e leggermente piccanti.

Visto che ormai siamo nei giorni delle Festività Natalizie vorremmo soffermarci sui dolci che caratterizzano questo periodo dell’anno e che è possibile mangiare a Taranto: le taradde scatàt’ si tratta dei taralli tipici della tradizione natalizia impastati con un po’ di zucchero, poi scottati in acqua bollente e cotti in forno non appena asciutti. Alla fine della cottura, si glassano con ‘u sciléppe (giulebbe), ossia una glassa a base di zucchero e albumi.

O ancora possiamo mangiare a Taranto le carteddate, sfoglie di pasta fritta dalla forma accartocciata ricca di significato (sarebbe legata alle lenzuola in cui venne avvolto il Bambin Gesù). Il nome deriva dalla sottigliezza della sfoglia, come la “carta oleata”, che viene avvolta su se stessa fino a formare una sorta di rosa fritta in abbondante olio e impregnata di vincotto tiepido o miele, poi spolverata con cannella, zucchero a velo o confettini colorati. I sannacchiudde sono, invece, piccolissimi pezzettini di pasta fritti conditi con miele, rinominati i dentini di Gesù e rappresentano una tipicità dolciaria tarantina. 

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