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Cosa mangiare a Verona e dintorni

Viaggio nell’Italia dei sapori: cosa mangiare a Verona, per scoprire una città unica, ricca di storia e di enorme valore enogastronomico.

Da Trieste, terra di confine e di contaminazione di culture diverse, raggiungiamo Verona, ricca di storia e di bellezze artistiche. La cucina veronese si caratterizza per la ricchezza e la varietà dei prodotti della sua terra. Sin dai tempi dell’antica Roma le nobili famiglie di Verona avevano raggiunto fama per i pranzi offerti durante lussuosi ricevimenti. 

Nonostante la latitudine, Verona, grazie alla vicinanza al lago di Garda, è la zona più a nord del mondo dove è possibile coltivare l’ulivo per la produzione di olio extravergine di oliva. Due sono le DOP presenti sul territorio: Garda e Valpolicella. La prima corrisponde a tutto il territorio del lago e vede come varietà principale l’oliva Favarol. La seconda invece corrisponde al territorio della Valpolicella allargata e viene prodotta con una prevalenza di varietà Grignano.

Cosa mangiare e bere a Verona e dintorni

Gli alberi di ulivo, anche quelli secolari, non raggiungono mai le dimensioni che si possono trovare in altre zone della costa mediterranea, e la produzione è comunque limitata in quantità anche se caratterizzata da grande qualità. Proprio per le caratteristiche climatiche le olive vengono lavorate prima di raggiungere un completo grado di maturazione garantendo così bassissimi livelli di acidità e una piacevole freschezza. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di frantoi di piccole dimensioni sempre molto attenti alla qualità dei processi e aperti a visitatori sia italiani che stranieri. 

La città di Verona è circondata da zone di produzione vitivinicola, alcune delle quali tra le più celebri e conosciute a livello internazionale, altre meno note ma non per questo prive di interesse. La grande varietà potrebbe permettere di realizzare una completa carta dei vini con solo prodotti veronesi. Si parte infatti dallo spumante metodo classico Monti Lessini Durello DOC, un vino prodotto nella zona collinare tra Verona e Vicenza. Vino di grande struttura, acidità ed eleganza ancora non molto conosciuto ma che si sta conquistando un crescente numero di estimatori.

Si passa poi ai vini bianchi fermi con il Soave, tra i vini bianchi italiani più esportati all’estero, il Custoza, leggero e profumato, il Lugana, più strutturato e sapido. Per quanto riguarda i rossi si parte con il Bardolino, vino leggero e fruttato, molto apprezzato anche nella versione rosé Chiareto, passando per i vini della Vald’Adige e approdando alla Valpolicella, per arrivare all’Amarone, vino strutturato, corposo, adatto a lunghi invecchiamenti e all’abbinamento con importanti piatti di carne e cacciagione. Ciascun vino è legato al territorio che lo produce, ciascuno con una sua storia, una sua cultura, le proprie tradizioni gastronomiche, ideali destinazioni di itinerari guidati per un turismo enogastronomico sempre più in crescita.

Il viaggio continua con primi, secondi e dolci

Procedendo nel nostro viaggio a Verona alla scoperta dei piatti tipici veronesi non possiamo non citare i risotti. La pianura veronese ci regala il riso Vialone Nano IGP, una vera prelibatezza da gustare condita con Radicchio Rosso e Monte Veronese, con i piselli (i venetissimi Risi e Bisi), con la zucca e la salsiccia e in numerose altre varianti. Veramente unico il Risotto all’Amarone, il pregiato vino della Valpolicella, e il Risotto al Tastasal, condito con l’impasto di carne di maiale destinato alla produzione dei salumi. Quest’ultimo piatto nasce proprio dalla necessità delle massaie di un tempo di “tastare”, ovvero provare, la quantità di sale della carne.

Tra i primi da ricordare, sicuramente ci sono i tortelli prodotti nella città di Valeggio, diventati tra i piatti del Veneto più famosi in tutta Italia. Conosciuti anche come “Nodo d’amore”, per la forma con cui sono realizzati, si caratterizzano per una sfoglia molto sottile e dal segreto che aleggia sugli ingredienti del loro ripieno. Per chi vuole gustarli insieme alla persona che si ama, il momento ideale è quello della Festa del Nodo d’Amore a Borghetto di Valeggio sul Mincio. 

I due padroni di casa della città degli Scaligeri sono: il Bollito e la Pearà, la pearà quasi sconosciuta “fuori dalle mura di Verona” e della sua provincia, termine dialettale tradotto in “pepata”, si riferisce a una salsa a base di brodo, midollo, pane grattugiato, olio, sale e pepe, che da tradizione accompagna la carne di manzo bollita. In tutte le stagioni potete gustare la Pastisada de Caval, una sorta di spezzatino di cavallo stracotto nel vino rosso (ovviamente Valpolicella o, volendo fare le cose in grande, Amarone) molto gustoso e da accompagnarsi a una bella porzione di polenta fumante. Del resto, siamo in Veneto: la polenta non può assolutamente mancare! 

Per quanto riguarda i dolci, il pandoro è forse il dolce più conosciuto della città. Realizzato con farina, zucchero, uova e burro, si è rapidamente affermato come il dolce natalizio più consumato di tutto il paese, insieme al panettone milanese. La sua ricetta fu inventata nel 1894 da Domenico Melegatti nel laboratorio di Corso Porta Borsari e da allora questo dolce è stato un must sulle tavole di molti veronesi e non solo. Ottimo se accompagnato da crema al mascarpone. 

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