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La fotografia esistenziale di Sia in una pentola di “Sweet Potato”

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Sweet Potato è un brano racchiuso in Colour the Small One, terzo album dell’australiana Sia.

Non c’è cucina senza patata e non c’è persona, sulla terra, che non l’abbia mai assaporata. In questo episodio di GastROCKnomia vi racconteremo di una specie di patata, dalle origini antichissime: la sweet potato. L’origine delle sweet potato sono da ricondurre a ben 5000 anni fa con grande possibilità – secondo gli studi – che la batatas si sia sviluppata tra la penisola dello Yucatán del Messico e la foce del fiume Orinoco in Venezuela.

Ma attenzione, i ricercatori affermano che le sweet potato potrebbero essere stati presenti in Polinesia migliaia di anni prima che gli essere umani arrivassero lì. In Europa, invece, arriva attraverso lo “sbarco colombiano” ben dettagliato e narrato nel Receipt Book di Elinor Fettiplace, stilato in Inghilterra nel 1604, testo seminale per gli appassionati di cucina, e che fornisce una visione diretta della cucina elisabettiana in una casa di campagna aristocratica.

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Molti secoli dopo l’australiana Sia racconterà della patata dolce in un brano racchiuso in Colour the Small One, terzo album dell’artista nata nel 1975. L’album dell’artista balzò, quasi venti anni fa, in cima alle classifiche di tutto il mondo per un singolo intitolato Breathe Me, canzone che suscitò l’attenzione del mondo dopo essere stato scelto come brano di chiusura della fortunata serie targata HBO e intitolata Six Feet Under.

Il viaggio di oggi, però, concentrerà attenzione e parole scritte, su Sweet Potato, quinta canzone in scaletta del disco già citato. Il brano in questione è una godibilissima ballad art pop che fotografa le problematicità dell’artista sul cibo: si parla della sua avversione nei confronti delle melanzane, del boicottaggio di multinazionali del cibo come Nestlè, della passione per le patate dolci bollite. Il cibo è solo un pretesto: l’amore va comunicato e il cibo è comunicazione. Dopo tanto cibo una frase racchiude il senso del brano: “Now my inner dialogue is heaving with detest” se il tutto è addolcito con una patata, è decisamente meglio. Alla prossima puntata.

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