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Locanda La Raia: il Gavi tra vino, design e cultura

Nel cuore del Gavi, Locanda La Raia unisce più anime nella ricerca del benessere dell’ospite.

Il Piemonte è una destinazione strana. Il suo capoluogo, Torino, è una città che nonostante un periodo di grande auge, specialmente artistico-creativa connessa agli anni Sessanta, non è mai riuscita veramente a far parlare di sé nei decenni successivi. Tuttavia, la regione è destinazione d’eccellenza di turismo internazionale, patria di aziende vitivinicole famose in tutto il mondo, mamma di prodotti fiore all’occhiello del Made in Italy – tartufo, nocciole, cioccolato – e sono più d’una le zone di interesse per chi la sceglie.

Più che delle sue città infatti si parla dei suoi territori e dei suoi paesaggi, strettamente connessi a sviluppi e realtà economico-commerciali. Le Langhe sopra tutti gli altri, il Monferrato che faticosamente sta guadagnandosi uno spazio di azione e interesse tutto suo, il Vercellese per le produzioni eccellenti di riso e last but not least il Gavi. Ci si sposta in provincia di Alessandria, nell’area sud-orientale del Piemonte, quasi al confine della Liguria. Il paesaggio assomiglia a quello langarolo ma qui le ripidi vallate si intercalano a colline fitte le une tra le altre e piene di vigneti, regalando viste ancora diverse.

gavi

I venti provenienti dal mare influenzano il microclima, regalando al vino profumi più secchi e agrumati, di fiori e frutta bianca, che vanno a sommarsi alle marne argillose dei terreni marchiando le produzioni di una mineralità e una freschezza particolarmente piacevoli. Il bianco Gavi o Cortese di Gavi ha ricevuto il riconoscimento della DOC nel 1974 pertanto in questo caso parliamo di attività e realtà imprenditoriali più giovani rispetto a tante altre presenti sul territorio.

A meno di dieci chilometri dal centro di Novi Ligure, perfetta per uno stacco dalla rumorosa Milano, si trova la Locanda La Raia, inserita all’interno dell’omonima azienda agricola biodinamica. Un grande cancello vi accoglie sul monte della collina lasciando intravedere la casona dalle linee moderne e minimali nascosta dal verde della vegetazione.

Un progetto della famiglia Rossi Cairo – alla guida dell’azienda dal 2002 – ispirato a principi di sostenibilità, biodiversità, valorizzazione e conservazione del paesaggio. Il restauro di quella che un tempo era una vecchia stazione di posta, usata come luogo di sosta e ristoro per i viaggiatori, è stato seguito da Deamicisarchitetti, cercando il più possibile un dialogo con la natura circostante, il design di interni e le antiche porzioni della vecchia casa.

SITO4 Locanda La Raia: il Gavi tra vino, design e cultura

Il piano ha interessato anche un lavoro di architettura di paesaggio declinato in maniera diversa in due giardini. Quello che accompagna l’ingresso reinterpreta il modello del giardino all’italiana con una selezione di sole erbe aromatiche disposte in modo da ricreare la forma di una grande foglia. Il giardino più esteso, che sfuma verso i vigneti, risulta più frastagliato e irregolare anche se creato seguendo il disegno del team francese Coloco, composto da allievi e collaboratori del noto paesaggista Gilles Clément. La locanda ha dodici camere, una diversa dall’altra, oltre a suite e appartamenti.

Gli armadi del Seicento, le antiche scrivanie, i cassettoni di legno sono intercalati da pezzi di design contemporaneo di colore acceso, opere d’arte e luci d’autore. Se foste in cerca di una location da privatizzare per piccoli gruppi in esclusiva, la locanda può essere un’opzione in cui organizzare escursioni sportive, cooking class, wine tasting e molto altro. Soggiornando potrete anche testare i vini della tenuta, certificata biologica e Demeter: nei suoi 180 ettari vengono prodotti Gavi DOCG e Barbera DOC, oltre a cereali antichi e mieli.

Le mucche che si vedono pascolare sono Fassone piemontesi che si godono la vista dei boschi di castagni e acacie. E questa ricchezza di prodotti si ritrova nella cucina del ristorante, aperta anche al pubblico esterno de La Raia, e curata da Tommaso Arrigoni, chef del noto ristorante Innocenti Evasioni a Milano. Il menu ripropone alcuni classici della tradizione piemontese in chiave più raffinata, con qualche carezza in più verso lo straniero e una buona varietà tra carne e pesce che non manca di buttare un occhio alla vicina Liguria.

Oltre a questo, esiste una Fondazione La Raia, dedicata all’arte e alla cultura. C’è infatti un vero e proprio percorso che si snoda a partire dalla casa padronale, fino al secondo giardino per scollinare nella vallata successiva, dove passeggiando tra i terreni si incontrano opere di artisti internazionali coinvolti per la realizzazione di opere site specific.

Nata nel 2013 coinvolge fotografi, architetti, artisti quali Remo Salvadori, Adrian Missika, Michael Beutler, Tami Izko. Le dimore di questo genere, capaci con un’accoglienza famigliare di offrire un ventaglio così variegato di attività per la mente e per il corpo meritano un plauso. Per il lavoro, la costanza, l’impegno, le molteplici criticità che si affrontano quotidianamente ma, di sottofondo la capacità di saper accogliere l’ospite sempre, con serenità e senza stress.

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