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Teritoria

La community di albergatori e ristoratori di Alain Ducasse, rinasce Teritoria

Teritoria

I dettagli del rebranding totale, i principali obiettivi e la nuova edizione di Teritoria.

Teritoria cambia identità

Sempre nell’ottica di poter ampliare la gamma di strumenti, cartacei e digitali, con i quali scegliere le nostre destinazioni vacanziere, è bene restare sempre aggiornati sulle varie e differenti associazioni e community di albergatori che nascono nel mondo. Ci sono davvero tante realtà qualitativamente valide e valutate, a seconda delle singole community, con criteri e scale valoriali differenti. Alain Ducasse nel 1975 riunì una serie di professionisti accomunati dal grande rispetto per il lavoro di ospitalità, dalla qualità delle strutture in loro possesso, dalla volontà di rendere il viaggio una vera e propria esperienza.

Nel corso del tempo questa comunità ha cambiato identità più volte, divenne les Collectionneurs, provando a stare al passo con i tempi, inseguendo mode e tendenze, ponendo sempre più al centro l’ospite e il suo benessere.

A seguito delle sempre più urgenti sfide ambientali che con cui ci dobbiamo confrontare, Les Collectionneurs ha iniziato a domandarsi in che modo avrebbe potuto rappresentare meglio questo particolare momento storico ed essere più performante verso il pubblico: «Abbiamo deciso di stilare nuove regole e nuovi parametri per iniziare un percorso diverso, che ci aiutasse a ripensare il nostro posizionamento portandoci a cambiare nome, per dare ulteriore forza ai nuovi valori alla base della community. […] Volevamo tornare all’origine dell’ospitalità, a valori concreti e orientati al fine ultimo della sostenibilità ambientale», sostiene Carole Pourchet, direttrice generale.

Da novembre 2023, Les Colletionneurs è stata, quindi, rinominata Teritoria, lanciando un’operazione di rebranding importante, che sancisce il passaggio verso un’ospitalità ancora più impegnata e ambiziosa. In questa nuova identità, ristoratori e albergatori, osti e chef, lavorano per costruire un turismo più responsabile, attento e sostenibile da tutti i punti di vista. Il nome Teritoria ha un significato preciso: Terra, di cui ci si vuole prendere cura, Territorio, dove si trovano le maison degli affiliati e infine A come l’Attenzione verso gli altri, alle risorse e al mondo.

Sono 430 le maison in Teritoria, tra hotel ristoranti, divisi in nove paesi, che appartengono alla community di Teritoria. La Francia è al primo posto con 325 indirizzi, di cui 284 tables remarquables, seguita dall’Italia con 92. La guida riconosce inoltre anche 135 ristoranti e 198 tra hotel, hotel con ristoranti e maison d’hotes (presenti solo in Francia). Per quel che riguarda l’Italia, il numero è suddiviso in 46 hotel con ristoranti, 10 hotel e 31 ristoranti. Sul totale di 87 strutture, 60 sono tables remarquables.

Gli obiettivi di Teritoria

Grazie alla legge Pacte, il marchio si è prefissato all’interno del proprio statuto un obiettivo ambientale e sociale, scegliendo di costituire un comitato à mission ovvero un organo di governance apposito composto da un albergatore, un ristoratore, un viaggiatore, un esperto di risorse umane, uno di questioni ambientali e un dipendente dell’azienda. In questo modo, si configura come la prima community à mission legata all’ospitalità e si impegna a farsi guida per altre community mettendo al centro tre obiettivi.

Primo, ridurre le emissioni di gas serra, secondo migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro e terzo, preservare la biodiversità. Per fare questo, Teritoria ha sviluppato e messo a disposizione (gratuita) per i suoi affiliati – e per chi lo desidera anche esterno alla community a pagamento – una serie di tool realizzati appositamente. Clorofil è un nuovo calcolatore dell’impronta di carbonio, studiato per il settore alberghiero e per quello della ristorazione. Lo strumento consente a titolari e manager di misurare le emissioni di gas serra, dirette e indirette, in base a cinque categorie principali: energia, acquisti, rifiuti, servizi legati al settore alberghiero/ristorazione e mobilità.

Il secondo tool si chiama Peace & Work, ed è stato pensato come questionario dettagliato e anonimo per tutti i dipendenti, con l’obiettivo di misurarne soddisfazione e qualità della vita sul lavoro. Una volta compilato, il questionario fornisce una distinction, ovvero una sorta di voto/livello in cui la struttura si posiziona. Bronzo, argento e oro sono i possibili voti e chi non raggiunge la soglia minima del bronzo riceve un piano di recupero su cui migliorarsi e lavorare nei mesi successivi.

Da non sottovalutare la diversa considerazione di queste due valutazioni, in quanto Peace & Work costituisce una soglia di sbarramento per essere ammessi all’interno della community mentre, è obbligatorio sottoporsi al calcolo della carbon footprint ogni due anni ma non è discriminante per l’ingresso: «Con quasi 200.000 posti di lavoro vacanti la scorsa estate è urgente migliore l’immagine di tutto il comparto alberghiero e della ristorazione.[…] Molte strutture offrono vantaggi in termini di potere di acquisto, orari di lavoro più flessibili, formazione e programmi di gestione della carriera. Questi sviluppi positivi meritano di essere incoraggiati e premiati. Con il riconoscimento Peace & Work, speriamo di innescare un circolo virtuoso verso politiche sociali più eque» afferma Xavier Alberti, Presidente di Teritoria.

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