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Villa Petriolo e il futuro dell’ospitalità a chilometro zero

Il trionfo della sostenibilità e del benessere: Villa Petriolo è un “nature resort” che spinge su ambiente, riposo ed eccellenza.

Tutte le immagini courtesy Villa Petriolo

Torniamo a parlare di Toscana, restando sempre nell’entroterra ma questa volta con un progetto nuovo e sicuramente ambizioso. Siamo a Cerreto Guidi, non molto lontano da Firenze ma in una porzione di regione non tra le più gettonate. Meglio. A riempire la visuale della collina principale si trova il cuore di una tenuta di 170 ettari circondata di campi di grano, vigneti, giardini aromatici, orti, allevamenti e uliveti. Si tratta di Villa Petriolo, un progetto nuovo per il mercato italiano dell’hospitality di lusso, rivolto al green, alla categoria nature resort, sostenibilità e chilometro zero.

Il corpo principale di Villa Petriolo è una dimora rinascimentale del tardo Medioevo, un tempo edificio di riferimento dell’intero borgo rurale e oggi luogo centrale per la comunità locale che qui vive e lavora stabilmente. In qualità di unico esempio di villa e fattoria italiana, il progetto di restauro e d’impresa è stato realizzato seguendo un gusto moderno e contemporaneo di arredi e soluzioni, ma nell’assoluto rispetto dell’eredità del luogo e del suo essere una fattoria storica.

Tanti principi che nel corso degli anni sono arrivati ad un grado di inflazione eccessivo nel racconto e nella promozione di certe realtà, ma che qui non possono essere omessi in quanto motore vero e proprio di tutto il progetto. Eletta Best Sustainable Place nel 2021 per Save The Planet, la proprietà è stata certificata Water Footprint e Carbon Footprint grazie ad un sistema interno che consente di recuperare il 100% delle sue acque, dopo la purificazione, e produrre più ossigeno che CO2.

«Nel 2021 abbiamo ottenuto questo premio grazie al piano di riforestazione di alcune aree propedeutiche allo sviluppo dell’habitat naturale idoneo alla fauna locale. Nel raggiungere l’obiettivo di un mondo sempre più verde e sostenibile, un ruolo importante lo ricoprono gli uomini, che con il loro lavoro devono rappresentare la complicità con la natura del luogo» ci spiega Daniele Nannetti, CEO di Villa Petriolo. «I nostri animali sono allevati secondo un metodo che ci piace definire semi-brado, in quanto hanno a disposizione più di mille metri quadri a testa, vivono a cielo aperto e convivendo con più razze diverse insieme».

«Un approccio che non tutti sposano e condividono, ma siamo orgogliosi di questo modello promiscuo, anche perché i nostri animali sono visibilmente felici e in sintonia con la natura». Maiali di cinta senese, pecore Pomarancine, galline, polli, lupi, oltre allo spazio dedicato all’Antica Falconeria Toscana, che qui alleva regolarmente falchi offrendo anche agli ospiti della struttura delle esperienze di training guidato. Una sintesi perfetta tra benessere animale e benessere ambientale, un equilibrio che deve essere preservato e che la proprietà ha come priorità.

Attualmente si contano due progetti di ristorazione interni, PS Ristorante e l’Osteria di Golpaja. La Bottega invece, affacciata sull’intera vallata, è una terrazza dedicata al momento aperitivo o a piccoli snack di accompagnamento a un calice. Qui si vendono prodotti biologici della fattoria e le botaniche, i fiori e gli ingredienti utilizzati per la miscelazione sono parte di un ecosistema curato e preservato. A coordinare tutta la proposta F&B troviamo Stefano Pinciaroli, Exectuvie Chef e Lorenzo Caponi, maitre e sommelier per il PS ristorante insignito della stella verde Michelin proprio l’anno scorso.

La palestra è stata posizionata in un piccolo building a parte, con macchinari nuovi e pensati per tutti i livelli di allenamento: le finestre affacciano sull’orto della villa e allenarsi qui – in vista di una colazione fatta in casa – è il miglior modo di iniziare la giornata. Oltre a questa vi sono una SPA e piscine meditative, aree yoga e ovviamente tutti i terreni circostanti in cui poter sfogare le proprie energie con corse, passeggiate o mountain bike. La piscina principale della villa, che affianca quella minore con idromassaggio, è a sfioro sulla vallata, maestosa di dimensioni per chi ama nuotare e assolutamente di comodo accesso dalla maggior parte delle camere.

Dal fienile della tenuta, recentemente restaurato, deriva tutta l’offerta food&beverage interna che attinge da ciò che viene coltivato, allevato e prodotto all’interno della tenuta nell’utopia (quasi raggiunta al 100%) dell’autosufficienza sostenibile. A partire dalle vigne, che occupano circa quattordici ettari con cinque varietà diverse coltivate: Cabernet, Petit Verdot, Barbera, Merlot e Canaiolo.

A queste si aggiunge la coltivazione del grano, innestata con successo in particolare per la tipologia Senatore Cappelli. In modo coerente anche in questo caso, l’approccio alla coltivazione dei terreni prevede una rotazione triennale delle colture. A turno si sceglieranno legumi o il riposo a maggese proprio per rispettare i tempi della natura, non stressare il terreno e avere rese diversificate ma sempre alte in qualità.

Il cantiere aperto che si nota a pochi metri dalla struttura principale è l’incredibile SPA medicale erboristica che sarà ultimata definitivamente entro la fine del 2023. Qui sono stati pensati un giardino di piante officinali, alcune camere dedicate per chi vorrà venire a Villa Petriolo in una chiave esclusiva di benessere pisco-fisico, una doppia piscina con esposizione diversa per alba e tramonto e una clinica di screening totale per il nostro organismo.

A supporto di queste attività c’è in progetto un ristorante vegetariano e vegano che completa un’offerta benessere biologica e di stampo toscano. Certi che le novità di Villa Petriolo per l’anno a venire saranno molte e particolarmente interessanti non possiamo che aspettare l’arrivo dell’autunno per una visita con panorami e colori diversi, prodotti della terra freschi di stagione e un’ospitalità sempre più calorosa.

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